Progetto Iside – fecondazione assistita

 

Cercare un figlio dopo i 40 anni è come rastrellare le foglie in giardino quando si appresta un temporale e si alza il vento, è come tuffarsi in uno specchio d’acqua placido e limpido e scoprire che c’è una corrente che ti trascina via, lontano, da dove volevi andare.

Agli angoli degli occhi mi sono spuntate delle rughe, e certe volte immagino le mie ovaie come se fossero dei cesti del supermercato ormai quasi vuoti, a seguito di una promozione, con dentro la merce più brutta, o difettata. Del resto quando ero più giovane non avrei potuto pensare ad una gravidanza. La mia carriera me lo impediva e la mia realizzazione professionale era importante ed anteposta a qualsiasi carrozzina o ciuccio. Adesso sento questo desiderio di maternità profondersi nell’aria come il profumo delle mimose a marzo; solo ora mi sento sicura nella vita e potrei crescere un figlio e bearmi di lui e con lui. Ma che speranze ho di vedermi con un pancione e di vedere questo Fiore spuntare dal bocciolo? Le possibilità sono ridotte e lo confermano tutti gli specialisti con cui ho parlato. Con la fivet o l’icsi siamo intorno al 5%. Ma mio marito mi sostiene. Mi dice che c’è sempre una pianta che fiorisce per ultima. Quella che volevi sradicare all’inizio della fioritura perché credevi non avesse attecchito. Se ogni anno le rondini tornano in quel nido tra le ortensie del mio giardino lasciato incustodito e ridepongono le uova, se le anguille nate nel Mar dei Sargassi in pieno Oceano Atlantico risalgono nuotando fino ad arrivare a Comacchio, perché non dovrei credere io di potercela fare? E poi vogliamo parlare del mio entusiasmo? Mi sento viva e giovane come se avessi trent’anni; sento dentro di me energie vulcaniche per portare avanti una gravidanza e per crescere un figlio e tu Natura, sii mia alleata, non essermi avversa! Seguimi su facebook