Progetto Iside – fecondazione assistita

Partiamo dal presupposto che il sottoporsi alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita è un atto di coraggio. È una risposta forte ad una condizione, quella dell’infertilità, che non si riesce mai ad accettare e che si vive perfino con vergogna e desiderio di fuggire e isolarsi in un dolore luttuoso. Partiamo dal concetto che si ha il diritto di combattere e di vincere, razionalizzando però le attese. In Italia, il 40% circa delle coppie che si rivolge alla PMA, l’abbandona dopo un solo tentativo. E questo significa solo non avere avuto l’adeguato supporto psicologico per affrontare quasi con caparbietà il problema. Consideriamo anche che il ricorrere alla PMA non è un evento eccezionale; infatti, si calcola che il 2,2% dei neonati in Italia siano il risultato di queste tecniche. Quindi, attendere significa essere fiduciosi ma senza ansia (che rappresenta un fattore negativo per la gravidanza). E lo specialista serve anche a questo.

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Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.