Progetto Iside – fecondazione assistita

Abbiamo già detto che in Italia il 40% delle coppie interrompe la Procreazione Medicalmente Assistita già dopo il primo insuccesso. Significa abbandonare ogni possibilità dopo avere appena incominciato. Una volta scelta la metodica in base alle caratteristiche della coppia, questa deve essere perseguita ascoltando i suggerimenti dello Specialista. La prima grande questione che è stata affrontata è la scelta di quale tecnica utilizzare. In genere lo Specialista avrà proposto il principio della gradualità e della minore invasività delle tecniche in vivo rispetto a quelle in vitro. Dobbiamo considerare però che i tassi di successo delle metodiche in vitro sono molto superiori a quelli osservati con le inseminazioni. La fecondazione in vitro rappresenta quindi la procedura di scelta nel trattamento delle coppie infertili in cui la partner femminile ha più di 40 anni. È fondamentale aumentare al massimo le probabilità di successo ottimizzando le strategie farmacologiche di stimolazione ovarica.

chiara_img_11

Il numero e la tipologia dei cicli dipende dalla situazione femminile e maschile. La scelta della quantità di farmaco da somministrare giornalmente dipende dalla riserva ovarica della paziente e dalla risposta ottenuta nelle precedenti stimolazioni ovariche.
Se la riserva è buona si possono usare dosaggi bassi di farmaco. Viceversa se a riserva è deficitaria o la risposta precedente sub-ottimale, sono giustificati dosaggi più elevati anche se la donna è anagraficamente giovane.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.