Progetto Iside – fecondazione assistita

FIV-ET significa letteralmente Fecondazione In Vitro-Embryo-Transfer (trasferimento dell’embrione) e consiste quindi nel trasferimento degli embrioni in utero dopo avere ottenuto la fertilizzazione “in vitro” degli ovociti che sono stati prelevati alla donna. Come per la ICSI, la FIV-ET è indicata per il trattamento dell’infertilità della coppia che può conseguire a fattori sia femminili che maschili.

Nella FIV-ET gli ovociti prelevati dalla donna vengono messi a contatto con gli spermatozoi circa 4-5 ore dopo il prelievo ovocitario e la fecondazione avviene senza “aiuti” (diverso dalla ICSI).

fertilizzazione-in-vitro

Ecco di seguito la descrizione delle diverse fasi:

  1. una fase di stimolazione delle ovaie mediante la somministrazione di ormoni simili a quelli prodotti dall’ipofisi (FSH/LH). È necessario uno stretto monitoraggio clinico della risposta ovarica (dosaggio dei livelli ormonali nel sangue, dell’ormone estradiolo con rilevazione ecografica costante dello sviluppo follicolare nelle ovaie). Quando il numero/dimensione dei follicoli sono adeguati si somministra un ormone simile all’LH (luteostimolante) per indurne la maturazione ovocitaria. La normale attività dell’ipofisi viene bloccata attraverso l’utilizzo di farmaci (agonisti o antagonisti del GnRH) che vengono somministrati con modi e tempi differenti a seconda del tipo di terapia scelta dallo specialista;
  2. 36 ore dopo l’induzione dell’ovulazione si procede con il prelievo degli ovociti (Pick-up). La paziente viene adeguatamente sedata (ma in poche ore può tornare ad una normale vita attiva) e gli ovociti vengono prelevati per via trans-vaginale utilizzando un ago molto fine montato su una sonda ecografica;
  3. la fase della fecondazione in vitro. Ciascun ovocita viene esaminato al microscopio per valutarne l’idoneità e dopo 4-5 ore dal prelievo viene messo a contatto con il liquido spermatico all’interno in un’incubatrice. Questo è molto diverso dalla ICSI dove uno spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno della cellula uovo;
  4. se la fecondazione avviene si passa alla “fase dell’embrione. Dopo 3-5 giorni, gli ovociti fecondati e che hanno iniziato la divisione cellulare, che quindi sono divenuti embrioni (con 4-8 cellule in 3 gg ) o blastocisti (embrioni in 5 gg dopo la fecondazione) vengono introdotti all’interno della cavità dell’utero (nella parte più alta) mediante un sottile catetere sotto guida ecografica;
  5. La fase di Transfer consiste nel trasferimento degli embrioni sani direttamente nella cavità dell’utero mediante un sottile catetere sotto guida ecografia. Si tratta di una procedura rapida e indolore. Gli embrioni o gli ovociti soprannumerari non trasferiti, possono essere crioconservati. Il congelamento avviene in azoto liquido/idrogeno liquido a cui segue l’immagazzinamento nella banca degli embrioni, previa adeguata identificazione. Gli embrioni crioconservati servono alla coppia per successivi trasferimenti di embrioni evitando di dover effettuare una nuova stimolazione delle ovaie e raccolta del liquido seminale;
  6. fase della FIV-ET è il Post-Transfer, un periodo di circa 12-14 giorni dopo i quali è possibile stabilire se si è avviata con successo una gravidanza attraverso l’esecuzione di un prelievo ematico per il dosaggio delle Beta-HCG ormone prodotto molto precocemente dall’embrione fecondato. In questo periodo interlocutorio non bisogna assumere farmaci (consultare sempre il medico ginecologo prima dell’assunzione se necessario) e/o consumare alcolici. Non si deve fumare e non si deve fare uso di sostanze stupefacenti. La donna deve evitare sforzi fisici eccessivi.
  7. Una volta accertata la gravidanza inizia un monitoraggio ecografico poco dissimile dalle gravidanze ottenute spontaneamente.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.