Progetto Iside – fecondazione assistita
Procreazione

L’importanza della conservazione della fertilità nei pazienti oncologici

28 giugno 2015

L’incidenza delle neoplasie maligne raggiunge il picco massimo dopo i 50 anni d’età. Tuttavia ogni anno il tumore maligno viene diagnosticato a molti pazienti giovani ed in età riproduttiva.
Il cancro e le terapie messe in atto per combatterlo compromettono la fertilità dei pazienti, danneggiando in modo a volte irreversibile le cellule della linea germinale.

Grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce ed alla ricerca la sopravvivenza a lungo termine di questi pazienti è migliorata moltissimo ed un’attenzione sempre crescente deve essere posta sulla qualità di vita di coloro che hanno sconfitto questa malattia.

Per questo è importante prevedere il problema della preservazione delle fertilità nelle primissime fasi del percorso oncologico: si stima che il 30-50% delle donne giovani affette da neoplasia non venga correttamente informata ed indirizzata prima di iniziare la chemioterapia.

Vediamo insieme, a seconda che si tratti di uomini o donne, le diverse alternative per preservare la fertilità in caso di una patologia oncologica:

ALTERNATIVE PER l’UOMO

ALTERNATIVE PER LA DONNA