Progetto Iside – fecondazione assistita
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Fecondazione eterologa: le regioni approvano le linee guida

4 settembre 2014

Fecondazione Eterologa: ieri gli assessori alla salute delle regioni italiane si sono incontrati  per discutere di fecondazione eterologa e pattuire delle linee guida per l’introduzione di tale tecnica di procreazione medicalmente assistita.

Gli assessori hanno concordato un documento che è stato oggi  approvato all’unanimità dalla Conferenza dei governatori delle regioni.

I contenuti dell’accordo sostanzialmente riguardano:

Gratuità e omogeneità di costo del servizio. La fecondazione eterologa sarà coperta dal Servizio Sanitario Nazionale e quindi gratuita e prevista nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) , salvo il pagamento del ticket . Il servizio avrà lo stesso costo in tutti i centri pubblici di procreazione medicalmente assistita, ed ogni coppia potrà liberamente scegliere dove eseguire il trattamento senza subire costi extra pur se proviene da un’altra regione.

Età massima della donna che si sottopone alla fecondazione eterologa. La fecondazione eterologa sarà gratuita per la donna in età fertile.

Compatibilità tra donatori e coppia ricevente. Il centro dovrà garantire la compatibilità tra le caratteristiche fenotipiche del donatore con quelle della coppia ricevente e questa “scelta” sarà determinata dai medici del centro (colore della pelle, colore degli occhi e dei capelli, gruppo sanguigno)

Gratuità della donazione e limite massimo di donazioni. La donazione dei gameti operata dai donatori sarà gratuita e non possono essere previsti emolumenti economici se non i normali rimborsi di spese già previsti per i donatori di sangue o di midollo osseo. I donatori di gameti potranno al massimo compiere 10 donazioni.

Test infettivologici al donatore. Il donatore di gameti che sceglie di donare, sia uomo che donna, per motivi di sicurezza sanitaria, dovrà sottoporsi a dei test infettivologici e genetici.

Età minima e massima del donatore. Il donatore di gameti, se uomo dovrà avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, se donna tra i 20 e i 35 anni.

Anonimato del donatore. I dati relativi al donatore sono anonimi e possono essere rilevati solo per questioni di salute e sicurezza.

Diritto del figlio a conoscere il donatore. I figli nati grazie all’eterologa, potranno conoscere l’identità dei loro padri o madri biologici quando compiranno i 25 anni di età e solo se i donatori avranno dato il consenso a tal fine. Su questo punto gli assessori hanno voluto ispirarsi alla legge 2001 che regola le adozioni.

Istituzione di registri regionali. In attesa dell’emanazione di una legge nazionale che contempli l’istituzione di un registro delle donazioni a livello nazionale, le regioni hanno deciso di istituire dei registri regionali.

Critiche all’accordo
Da più fronti arrivano critiche verso l’accordo appena raggiunto: la Chiesa, rappresentata dal Monsignore Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, afferma che la fecondazione eterologa comporti una selezione dei gameti e che quindi apra le porte verso l’eugenetica, escludendo figli con portatori di possibili malattie. Galantino ritiene che le motivazioni che portino una coppia ad optare per la fecondazione eterologa siano le stesse di quelle della coppia che adotta, mentre da più parti della società civile, è stato dichiarato negli ultimi giorni che la fecondazione eterologa sia un progetto riproduttivo di genitorialità, mentre l’adozione sarebbe un progetto di genitorialità a finalità assistenziali e solidarisitche.
Galantino afferma che ridurre l’adozione ad un puro “atto di solidarietà verso un bimbo abbandonato” non sia corretto e soprattutto non rifletta le intenzioni e le aspirazioni delle coppie adottive.

Il ministro Lorenzin, sostenuta da altri parlamentari, richiede la discussione del tema in parlamento, convinta della necessità di una legge nazionale sulla fecondazione eterologa che preveda e regoli anche l’istituzione del registro nazionale.