Progetto Iside – fecondazione assistita
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Donazione gameti e ovociti: la Lorenzin frena sulla fecondazione eterologa

8 luglio 2014

Il Ministro della Salute Lorenzin frena sulla fecondazione eterologa. “I centri devono aspettare”
7 Giugno 2014 – In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin torna a parlare di fecondazione assistita dopo che la Corte Costituzionale in data 9.4.2014 ha dichiarato l’incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita (artt. 4 e 9, L. 40/04).
«Per partire con la fecondazione eterologa bisogna aspettare le linee guida e alcuni passaggi in Parlamento. I Centri devono aspettare» dice il Ministro Lorenzin «Ci sono ancora molte questioni organizzative e di tutela della salute da chiarire. La Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita era pensata per la fecondazione omologa, dunque con cellule della coppia. Questa è una nuova attività».
A differenza di altri paesi europei, la donazione di gameti e ovociti sarà gratuita e limitata. «Un limite è necessario per evitare che nascano troppi bambini da uno stesso genitore biologico. Tra i 5 e i 10 è un’ipotesi. Inoltre una donna che decide di dare in dono i suoi ovociti non può subire troppe stimolazioni e dobbiamo preoccuparci che non venga sfruttata”.
Nuove forme di tutela anche per chi ricorre alla fecondazione eterologa: i donatori di gameti e ovociti verranno sottoposti a test genetici obbligatori e test per malattie infettive, come AIDS ed epatite.
La coppia che intende ricorrere alla fecondazione eterologa non avrà possibilità di scegliere il donatore. Niente cataloghi, quindi.
Ancora aperta la possibilità del bambino di risalire all’identità dei genitori biologici.
Non si sono fatte attendere le reazioni da più parti. “Non è vero che bisogna aspettare le linee guida per partire con tecniche eterologhe” è la dichiarazione Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica “Atteso che, come sottolineato dai giudici costituzionali, non c’è vuoto normativo, i centri italiani già sono partiti con la fecondazione eterologa e presto daremo notizia delle prime gravidanze”.