Progetto Iside – fecondazione assistita

La crioconservazione o congelazione dei gameti, è una tecnica che è in grado di preservare la fertilità degli uomini o delle donne in tutte quelle situazioni in cui la fertilità può essere a rischio o nel caso in cui si desideri ritardare la maternità.

Crioconservazione gameti

 

Nelle femmine

La criopreservazione degli ovociti è da considerare a causa di diverse condizioni che possono ridurre la fertilità femminile. Normalmente le capacità dell’ovaio si riducono nel tempo, in particolare dopo i 37 anni. Ma è stato dimostrato che 1 donna su 100 può presentare una fertilità alterata già a 32 anni a causa della Premature Ovarian Failure o menopausa precoce.

In particolare la criopreservazione degli ovociti o del tessuto ovarico è rivolto a bambine o donne in età fertile affette da patologie neoplastiche o da patologi autoimmuni, così da evitare che la malattia o le terapie non compromettano in modo grave gli ovociti della donna.

Ma sono numerose le patologie che possono influenzare la capacità riproduttiva nella donna come malattie sistemiche tra cui anche quelle genetiche ed infiammatorie e patologie che colpiscono l’apparato genitale. La conservazione dei gameti è infatti utile in caso di miomi uterini, cisti ovariche, infezioni pelviche o malattie croniche infiammatorie come l’endometriosi.

Infine la crioconservazione degli ovociti è consigliata a tutte le donne che per motivi personali o sociali vogliono ritardare il desiderio di maternità.

Nei maschi

Anche negli uomini è possibile il congelamento dei gameti maschili per conservare il liquido seminale e gli spermatozoi in quelle situazioni che mettono a rischio la fertilità in modo da rendere possibile in seguito l’accesso a tecniche di procreazione medicalmente assistita.

La crioconservazione dello sperma è indicata nei bambini o negli giovani uomini affetti da neoplasie che necessitano di trattamenti chemio o radio terapici.

Sono diverse le condizioni in cui è consigliabile effettuare la conservazione dei gameti maschili ad esempio in presenza di patologie autoimmuni che richiedono terapie potenzialmente gondatossiche, cioè che potrebbero danneggiare gli organi deputati alla produzione di gameti, oppure alterazioni genetiche (come la sindrome di Klinefelter detta anche 47, XXY) in cui i pazienti sono destinati a perdere rapidamente la funzionalità riproduttiva del testicolo.

La criopreservazione degli spermatozoi è poi accessibile anche negli uomini oligoasternospermici, in cui vi è un peggioramento della qualità seminale, o in uomini con lesioni spinali in cui si hanno difficoltà eiaculatorie o uomini con eiaculazione retrograda.

Per riassumere, le condizioni che consigliano la crioconservazione dei gameti sono:

Bambine e donne in età fertile (soprattutto se senza prole)

  • Affette da patologie neoplastiche
  • Con patologie autoimmuni che richiedono terapie potenzialmente gonadotossiche
  • In presenza di patologie genetiche o infiammatorie coniche come l’endometriosi
  • Donne che per motivi personali o sociali vogliono ritardare il desiderio di maternità

Bambini e giovani uomini (soprattutto senza prole)

  • Affetti da neoplasia
  • Con patologie autoimmuni che richiedono terapie potenzialmente gonadotossiche
  • In presenza di patologie che compromettono la qualità del liquido seminale
  • Pazienti con alterazioni genetiche (47, XXY o Sindrome di Klinefelter) candidati a perdere rapidamente la funzionalità riproduttiva del testicolo
  • Uomini con problematiche nell’eiaculazione come nel caso di lesioni spinali

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.