Progetto Iside – fecondazione assistita

La stimolazione ormonale fa parte dei percorsi che una coppia infertile affronta per raggiungere l’obiettivo della gravidanza. Ma razionale appare la domanda relativa al numero massimo di cicli che si possono affrontare senza correre pericoli gravi e pertanto ora si parlerà proprio di questo. Secondo un semplice calcolo che identifica le probabilità di una donna di 40 anni di riuscire a rimanere incinta dopo un primo trattamento, deriva la netta percezione che questo tipo di strategia terapeutica è plausibile che debba essere ripetuta più volte. Infatti, il primo tentativo sortisce il risultato sperato in meno della metà di queste donne. Il numero “giusto” di tentativi da effettuare va discusso in modo approfondito con lo specialista e dipende da diversi quali fattori l’età materna, la causa dell’infertilità, i risultati ottenuti dai precedenti tentativi e/o dalla storia clinico/riproduttiva della coppia.

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Diversi studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento con gonadotropine (ad esempio, finalizzato alla FIV-ET) è sicuro.

Studi internazionali dimostrano che le terapie per l’infertilità non provocano aumento dell’insorgenza delle malattie neoplastiche (i tumori). Tuttavia prima di iniziare l’assunzione di terapie ormonali bisogna escludere di avere già in corso delle patologie che possono essere aggravate dalla terapia stessa. Importante eseguire ad esempio mammografia o ecografia mammaria a seconda dell’età materna e il PAP- test.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.