Progetto Iside – fecondazione assistita

L’indicazione alla terapia farmacologica e non dell’infertilità non può prescindere da una diagnosi precisa. Analoga specificità dovrà essere seguita nel caso della donna e nel caso dell’uomo. Infatti, nei casi di disturbi dell’ovulazione così definiti (anovulazione ipogonadotropa, ipogonadica; anovulazione normogonadotropa e normoestrogenica; anovulazione ipergonadotropa ipoestrogenica; iperprolattinemia) la terapia che mira a ripristinare l’ovulazione può comprendere diverse possibilità, come il clomifene, la metformina, le gonadotropine, gli inibitori delle aromatasi, la diatermia ovarica per via laparoscopica e la bromocriptina. Ovviamente, il tipo di trattamento deve essere identificato, prescritto e tenuto sotto controllo stretto da uno specialista che suggerirà inoltre, nei casi indicati, un adeguato controllo del peso corporeo.

giulia_img_7

Infatti, è stato dimostrato che le anomalie della funzione ovarica e le condizioni di bassa fertilità sono associate a condizioni di sottopeso o di sovrappeso che devono quindi essere corrette. In caso di infertilità dovuta al “fattore tubarico”, cioè quelle condizioni di alterazioni strutturali di una o entrambe le tube del Falloppio, si dovranno identificare le strategie interventistiche più idonee per superare l’ostacolo anatomico.

La strategia può essere chirurgica o medica. La chirurgia tubarica più essere ricostruttiva cioè mirata a riaprire e riparare le tube danneggiate o demolitiva ossia mirata a rimuovere le salpinge danneggiate (ad es. in caso di tuba dilatata “sactosalpinge”) la cui presenza riduce i tassi di successo della fecondazione in vitro ed aumenta il tasso di gravidanza extra-uterina.
La strategia medica in caso di “fattore tubarico “ è quella di ricorrere a programmi di fecondazione in vitro.
Gli ovociti, dopo iperstimolazione ovarica, vengono prelevati direttamente dalle ovaie e gli embrioni ottenuti in provetta. Pertanto le tube, condotti necessari a trasportare l’ovocita verso l’utero, perdono la loro importanza.

Nell’uomo, l’infertilità ipotalamico-pituitarica che comporta deficit di gonadotropine dovrà essere impostato un trattamento di tipo sostitutivo, al pari di quello utile per alcune condizioni genetiche di infertilità. Nei casi in cui è presente iperprolattinemia, si dovranno utilizzare farmaci quali la cabergolina o la bromocriptina, sempreché questa non sia secondaria a farmaci. Le forme ostruttive di infertilità maschile ovviamente dovranno essere valutate per verificare la possibilità di una correzione chirurgica adeguata.

Se il fattore maschile è idiopatico o non correggibile si potrà ovviare al problema ricorrendo nei casi lievi all’inseminazione intrauterina (posizionamento degli spermatozoi al di là del collo dell’utero al momento dell’ovulazione) o nei casi più gravi alla fecondazione in vitro (FIVET/ICSI).

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.