Progetto Iside – fecondazione assistita
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È ormai un dato reale: Ecofoodfertility illustra gli effetti nocivi di certe sostanze sulla fertilità e invita a una rapida soluzione

L’inquinamento ambientale come causa dell’infertilità maschile. È questo uno dei temi caldi emersi a seguito della recentissima inaugurazione a Roma presso l’ospedale San Camillo di Roma di un ambulatorio dedicato proprio al tema dell’infertilità maschile. Un argomento delicato ma di grande attualità, una condizione fisica determinata anche dai cambiamenti ambientali e sociali del tempo che stiamo vivendo.

Inquinamento ambientale come causa dell’infertilità maschile e patologie genitali in adolescenza

Ne ha parlato il dottor Giuseppe La Pera in occasione del Convegno della Società italiana di andrologia (Sia) che si è tenuto – appunto – presso l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini in questi giorni. Nell’ambito del convegno è stato affrontato il tema dell’inquinamento ambientale come causa dell’infertilità maschile anche dovuta all’età sempre più avanzata in cui si decide di fare un figlio.

Si è discusso, inoltre, del peso che hanno alcune patologie dell’apparato genitale  in età adolescenziale sulla futura vita fertile e sessuale. Un adolescente su due ha un problema genitale più o meno grave ma, nella stragrande maggioranza dei casi, non se ne fa carico, non si rivolge a specialisti e spesso cerca soluzioni fai-da-te ancor più dannose per la sua salute.

Ecofoodfertility: il progetto che analizza l’inquinamento ambientale come causa dell’infertilità maschile

Ecco allora che occorre un’attenzione maggiore sin da un’età molto giovane alla preservazione della fertilità. Su questa linea preventiva si posiziona Ecofoodfertility, un progetto di respiro internazionale che analizza sia l’alimentazione sia l’inquinamento ambientale come causa dell’infertilità maschile. I risultati di un’indagine approfondita condotta in luoghi molto inquinati, come la Terra dei Fuochi, Gela, Piombino, Taranto e Brescia, hanno fornito subito un dato preoccupante: gli spermatozoi degli abitanti di queste zone hanno una diminuita mobilità. Dunque il seme maschile, all’interno di questa indagine epidemiologica, diventa un vero e proprio sensore della qualità ambientale e quindi un indicatore precoce dello stato di salute. Secondo le ricerche svolte dagli artefici di Ecofoodfertility lo sperma danneggiato può rendere più vulnerabili i bambini che nasceranno, se non, persino, più generazioni.

Vanno ridotte subito tutte le fonti d’inquinamento che creano danni agli spermatozoi

Motivo per cui, in base ai dati dei ricercatori, è di primaria importanza ridurre in brevissimo tempo tutte le fonti di inquinamento. Sotto accusa i metalli pesanti e tutti quegli elementi che rientrano nella categoria degli interferenti endocrini, ovvero sostanze che interferiscono con i recettori per gli ormoni sessuali impedendo un corretto sviluppo degli spermatozoi.

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