Progetto Iside – fecondazione assistita
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Ferring: corso di formazione Comunicazione Medico Paziente

Come comunicare con la coppia desiderosa di avere un figlio e sapere quando consigliare di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita – PMA

Procreazione medicalmente assistita: un corso per lo sviluppo e l’incremento di capacità comunicativo-relazionali dei medici.

Il giorno 7 febbraio presso lo Starhotel Echo di Milano si è svolto il corso di formazione promosso dall’Azienda Farmaceutica Ferring sulla comunicazione medico-paziente nell’ambito della procreazione medicalmente assistita. Il corso, animato dal Prof. Egidio Moja, Professore di Psicologia Generale e Direttore Scientifico del progetto C.U.R.A. dell’Università di Milano, è stato frequentato dai più noti infertivologi italiani e si proponeva come obiettivo lo sviluppo e l’incremento di capacità comunicativo-relazionali dei partecipanti-medici.

Tramite l’organizzazione di giochi di ruolo e simulazioni di colloqui, si è voluto richiamare l’attenzione sul vissuto emotivo delle coppie che si apprestano a ricorrere alle tecniche di PMA, coppie che spesso sono investite e stravolte da una forte crisi di vita marcata dal pullulare di sofferenze, incertezze, timori e dubbi.

L’incertezza e la forte emotività spesso rendono il colloquio coppia–medico complesso e contorto, i medici riscontrano delle difficoltà a trasmettere la corretta informazione e a gestire il consenso informato della coppia alla PMA. Quante informazioni vengono recepite dalla coppia durante il colloquio? Quanta consapevolezza e comprensione c’è nell’accettazione volontaria da parte della coppia al trattamento proposto dal medico?

Per evidenziare tutte le problematicità relazionali e comunicative, è stato proposto agli infertivologi presenti in sala di assistere ad un colloquio simulato tra un medico di PMA e una coppia che da due anni tentava di avere un figlio naturalmente senza successo. La coppia, mostrati i risultati degli esami diagnostici al medico, chiedeva un parere sulla possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Il medico, dopo aver esaminato gli esami – che inesorabilmente denotavano un quadro clinico di difficoltà, sia per la bassa riserva ovarica della donna a causa dell’età avanzata, sia per gli esiti dello spermiogramma del compagno, doveva commentare i risultati degli esami alla coppia e consigliare cosa fare.

Dopo aver assistito alla simulazione di colloquio, il Prof Moja ha animato il dibattito tra gli infertivologi sollevando le seguenti domande:Come dire ad una coppia desiderosa di avere un figlio che ha oggettivamente scarse possibilità di riuscire a procrearlo? Il medico dovrebbe infondere fiducia, far sperare in un esito positivo di tale tecniche o limitarsi a riferire ed informare la coppia sulle procedure di PMA da tentare e sulle percentuali di successo/insuccesso delle tecniche?”

D’altra parte, la mancata gravidanza nella vita di una donna ha un effetto così destabilizzante da minare l’intero equilibrio psico-fisico, così come l’immagine e la rappresentazione di sé, soprattutto se la cultura e l’educazione ricevute sono state incentrate alla trasmissione dei valori della famiglia. Laddove queste “proiezioni” e “rappresentazioni” non siano soddisfatte ed appagate, ecco subentrare lentamente l’incertezza, l’insicurezza, il disorientamento, l’avvio di una fase di ricerca e di rimessa in discussione di se stessi.

Alcune simulazioni di colloquio hanno messo in evidenza come sia fondamentale per il medico prestare la massima attenzione alla scelta delle parole da utilizzare per commentare certi esiti o risultati di esami, il comportamento da assumere verso il paziente, se paternalistico, dettato dalla beneficialità, o informativo, guidato dal principio dell’autonomia.

Il corso è stato valutato molto positivamente dagli infertivologi ed è stato considerato un’iniziativa innovativa ad alto contenuto formativo ed un’occasione di dibattito e di confronto sulla gestione di casi concreti.

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