Progetto Iside – fecondazione assistita
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Le vaccinazioni consigliate alle donne in procinto di iniziare un trattamento di fecondazione assistita

15 dicembre 2017

Le donne in procinto di sottoporsi ad un trattamento di Riproduzione Assistita devono essere adeguatamente immunizzate prima della gravidanza per evitare malattie prevenibili

Le donne che si sottopongono ad un trattamento di Riproduzione Assistita devono vaccinarsi contro l’influenza se affette da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza o se desiderano evitare la malattia influenzale e non abbiano specifiche controindicazioni.

  • Prima di sottoporsi ad un trattamento di riproduzione assistita si raccomanda la vaccinazione contro la rosolia, mediante vaccino MPR, se la donna non è immunizzata avvisandola di evitare una gravidanza per il mese successivo.
  • La vaccinazione contro la pertosse, mediante vaccino dTp, è consigliata al terzo trimestre di ogni gravidanza (idealmente alla 28a settimana)

All’inizio del trattamento è raccomandata la vaccinazione contro l’influenza. La Dottoressa Daniela Galliano, Responsabile del Centro IVI di Roma, spiega che “le donne sottoposte a trattamento di riproduzione assistita, se presentano un rischio, devono essere trattate esattamente come il resto della popolazione. Mi riferisco, ad esempio, ad una malattia cronica cardiovascolare o respiratoria o al diabete o ad altre patologie indicate nella Circolare ministeriale annuale per la prevenzione e il controllo dell’influenza. In questi casi si raccomanda la vaccinazione”.

Nelle cliniche IVI, i ginecologi seguono le indicazioni del Ministero della Salute e raccomandano la vaccinazione antinfluenzale alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, soprattutto a quelle il cui parto è previsto per l’inverno. Secondo la Dottoressa Galliano, “Il vaccino antinfluenzale protegge la mamma, riducendo il rischio di ricovero almeno del 50% e il bambino, riducendo significativamente i casi di malattia e di otite nei primi due mesi di vita”.

“La vaccinazione contro l’influenza – prosegue la Dottoressa Galliano – rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. Nel primo trimestre di gravidanza, in assenza di condizioni mediche predisponenti che rendano imperativa la vaccinazione antinfluenzale, questa deve essere subordinata ad una attenta valutazione del rapporto rischio beneficio da parte del medico curante”.

Altri vaccini prima della gravidanza

Rispetto ad altri vaccini che preoccupano le pazienti, la Dottoressa Galliano assicura che nelle analisi da fare prima dei trattamenti di riproduzione assistita è incluso lo stato di immunità per la rosolia e per l’epatite B.

“La prima è compresa nel calendario vaccinale delle bambine, ma accade che donne adulte non siano immunizzate. In questo caso si raccomanda di vaccinare e di attendere un mese prima di iniziare il trattamento di riproduzione assistita, dato che il vaccino è a virus vivi attenuati, informa la Responsabile del Centro IVI di Roma.

Per quanto riguarda il vaccino per l’epatite B, gli specialisti dell’Istituto Valenciano di Infertilità consigliano di somministrarlo in generale in gruppi con fattore di rischio, specialmente personale sanitario, ma se questo non esiste, puntualizzano che non è necessario.

E durante la gravidanza… 

Oltre all’influenza, dal 2015 il Ministero della Sanità raccomanda alle donne incinte di vaccinarsi ad ogni gravidanza contro la pertosse nel terzo trimestre di ogni gravidanza (idealmente alla 28a settimana) mediante il vaccino combinato difterite-tetano-pertosse. Secondo la Dottoressa Daniela Galliano, “è stato dimostrato che in questo modo si proteggono i bambini minori di tre mesi da questa infezione respiratoria che può essere gravissima nel neonato”.

Tuttavia, durante la gravidanza sono “controindicati i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite, varicella, da un mese prima della gestazione e durante tutta la stessa, poiché potrebbero provocare un’infezione fetale”, conclude la Dottoressa Galliano, malgrado questa evenienza non rappresenti una indicazione a un eventuale aborto.