Progetto Iside – fecondazione assistita
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Una coppia fiorentina voleva donare gli embrioni sovrannumerari non usati per la PMA

La Consulta boccia il ricorso presentato al Tribunale di Firenze su richiesta di una coppia che, dopo diversi cicli di fecondazione assistita non andati a buon fine, chiedeva di poter donare gli embrioni non utilizzati alla ricerca. La motivazione è che la decisione non spetta alla Corte Costituzionale, ma al legislatore. Questo il comunicato: “la questione è stata dichiarata inammissibile per la complessità dei profili etici e scientifici che lo connotano, del bilanciamento operato dal legislatore tra dignità dell’embrione ed esigenze della ricerca scientifica: bilanciamento che, impropriamente, il Tribunale chiedeva alla Corte di modificare, essendo possibile una pluralità di scelte, inevitabilmente riservate al legislatore”.

Poter donare gli embrioni sovrannumerari aprirebbe a nuove frontiere della ricerca

Oltre alla coppia che aveva avanzato il ricorso, la delusione è stata grande per tutti quei ricercatori che da anni si battono per la libertà di ricerca. Poter donare gli embrioni sovrannumerari significherebbe, per esempio, poter avanzare nella ricerca di patologie molto gravi come il Parkinson.

Dunque nulla è cambiato, le regole restano le stesse imposte dalla Legge 40, insieme alle contraddizioni e all’ipocrisia che le contraddistingue: in Italia abbiamo circa 10mila embrioni crioconservati che non possono essere donati alla scienza, mentre intanto, nei nostri laboratori, continuano ad arrivare staminali dall’estero.

La contraddizione: non si possono donare neanche gli embrioni “abbandonati” ma usare quelli delle banche estere sì

Più nel dettaglio, stando a un censimento svolto dall’Istituto superiore di sanità dove si trova il registro di Pma  sarebbero 3.862 gli embrioni censiti e localizzati presso i centri e di cui i legittimi proprietari hanno già espresso per iscritto di non volerli più utilizzare per la PMA, ma che potrebbero essere destinati alla ricerca. In più, ce ne sarebbero altri 6.279 “abbandonati”, nel senso che è risultato impossibile risalire ai legittimi proprietari e che continuano a essere conservati nelle apposite e speciali taniche per il congelamento in una condizione di stand-by.

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