Progetto Iside – fecondazione assistita
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Come i centri di PMA regionali si adeguano al previsto aumento di richieste

19 giugno 2015

Come i centri PMA regionali si adeguano al previsto aumento di richieste. Mentre i centri PMA di molte regioni migliorano le attrezzature per omologa, eterologa e crioconservazione, le coppie chiedono più ascolto da parte dei medici durante i consulti.

Centri PMA regionali

Secondo una recente indagine, soltanto un terzo delle coppie che si rivolge ai centri di PMA regionali chiede un secondo consulto. E, anche tra le coppie che decidono di continuare il percorso di consulto di PMA, poco meno della metà va avanti dopo il fallimento di un primo tentativo. Il successo della PMA, invece, è cumulativo, cioè aumenta con più tentativi. Il fattore decisivo perché le coppie proseguano il percorso PMA sembra essere l’ascolto dei bisogni delle coppie e la disponibilità da parte dei medici a condividere le scelte e non a imporle.

L’assenza di ascolto dei bisogni delle coppie coincide infatti con un’ovvia diminuzione del passaggio di informazioni utili per quella specifica coppia e con la tendenza a imporre le scelte, invece che arrivare a una soluzione condivisa tra medico e coppia sul percorso PMA più adatto.

A fronte di questo dato, ci sono invece le novità positive dai Centri di PMA regionali italiani, che si stanno attrezzando per fare fronte non solo all’atteso aumento delle richieste di fecondazione omologa, ma anche di fecondazione eterologa, ma anche a quelle di diagnosi preimpianto per le coppie fertili, portatrici sane di malattie genetiche e, infine, alle esigenze di corretta crioconservazione dei gameti nel caso in cui uno degli aspiranti genitori debba affrontare una chemioterapia.

Dopo la presentazione del Piano nazionale Fertilità del Ministero della Salute, molte Regioni hanno iniziato ad adeguarsi a un previsto aumento degli accessi. In Friuli Venezia Giulia, il 2016 vedrà l’apertura a Sacile di un reparto dedicato alla PMA, con impianto per la crioconservazione dei gameti.

Toscana. Centri PMA regionali.

La Toscana intanto si propone come Regione modello per la PMA in Italia, grazie soprattutto al Centro PMA di Cortona, che porterà a compimento 32 procedure di fecondazione eterologa entro giugno, dopo le prime 25 effettuate con successo a partire da gennaio 2015. Ottime anche le percentuali di successo delle procedure di fecondazione assistita omologa, con tremila accessi dal 2010 a oggi, e 1.171 gravidanze ottenute.

Sicilia. Centri PMA regionali.

In Sicilia, l’Ospedale Cannizzaro di Catania è il primo Centro PMA pubblico dell’Isola: ha appena provveduto ad adeguare l’impianto di crioconservazione dei gameti per la preservazione della fertilità anche nei pazienti oncologici e si candida come centro di riferimento in Regione, per l’esecuzione di omologa ed eterologa, prevedendo di soddisfare circa duemila richieste all’anno.