Progetto Iside – fecondazione assistita
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Le Regioni si dividono sul rimborso alla PMA

13 ottobre 2015

La fecondazione assistita omologa ed eterologa non è rimborsata in tutte le Regioni.
Ecco la situazione attuale e i possibili sviluppi circa i rimborsi sulla fecondazione assistita

Mancano fondi regionali per far fronte alle richieste di rimborso per le prestazioni pubbliche di fecondazione assistita, sia omologa, sia eterologa.
Caduti tutti i divieti presenti nella stesura originale della Legge 40/2004 sulla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), è oggi la Sanità delle Regioni a ritrovarsi spiazzata, perché senza fondi per far fronte alle richieste di rimborso per la fecondazione assistita.
Quindi corre ai ripari decidendo di far pagare le prestazioni alle coppie che chiedono di affrontare un percorso di fecondazione assistita.

La nuova spaccatura italiana, che sembra aver innescato una reazione a catena, non divide però così nettamente il Nord dal Sud, anche se le Regioni meridionali sono le prime ad aver deciso per il non rimborso delle prestazioni pubbliche, o convenzionate, di fecondazione assistita.
E così si assiste a paradossi come quello siciliano: là dove da poche settimane la Regione aveva stabilito le quote di rimborso anche per la fecondazione assistita eterologa, oggi la stessa Regione sembra decisa a dire “basta”.

Altro caso anomalo quello della Regione Puglia, dove si fa però notare che i rimborsi previsti per la fecondazione assistita, sia omologa (qualunque sia la tecnica di scelta), sia eterologa, sono ben più alti, rispetto per esempio a quanto avviene in Toscana: addirittura cinque volte di più. Un dato che certamente ha pesato nella decisione di bloccare i rimborsi per la fecondazione assistita nella regione Puglia. [seodiv]

Campania e Calabria si allineano al gruppo dei “non rimborsanti”, mentre altre Regioni, come la Lombardia, decidono di mantenere la gratuità delle prestazioni per la sola fecondazione assistita omologa.
Del resto, proprio la Lombardia aveva deciso, nel settembre 2014, di non rimborsare la fecondazione assistita eterologa; decisione bocciata nell’aprile del 2015 dalla Consulta e, ora, di fatto, riportata in auge.

I costi medi per una fecondazione assistita eterologa, com’è noto, variano da circa 1.500 a circa 4.000 euro per prestazione. Con le liste d’attesa immediatamente createsi dopo le più recenti modifiche alla Legge 40/2004, queste nuove prese di posizione incentiveranno una ben nota pratica italiana: la migrazione interna, verso Regioni ritenute più “accoglienti”.

Ma la sorpresa sarà amara: Lombardia a parte, in cui il rimborso per la PMA eterologa sembra oggi negato a tutti (lombardi e fuori Regione), anche gli assessorati alla Sanità delle altre Regioni si sono mobilitati e sollecitano i Centri pubblici PMA a richiedere una dichiarazione di rimborsabilità delle prestazioni di fecondazione assistita, rilasciata dalla Regione di provenienza.
In assenza della certificazione, la PMA, omologa o eterologa, verrà erogata a pagamento. [/seodiv]