Progetto Iside – fecondazione assistita
Tecniche di PMA

Il ringiovanimento degli ovociti

8 dicembre 2015

Il ringiovanimento degli ovociti è alla prova, privatamente, anche in Italia, per ottimizzare le tecniche di PMA omologa

È alla prova in Italia, dopo i successi spagnoli, il cosiddetto ringiovanimento degli ovociti, anche se per ora viene proposto solo nel privato. Lo scorso maggio, a Toronto (Canada) era nato il primo bambino concepito grazie a questa tecnica d’avanguardia, una vera sferzata di nuova energia, resa possibile dalla microiniezione di mitocondri (estratti dalle staminali ovariche della madre stessa), effettuata contemporaneamente a una tecnica di PMA omologa.

Ma il ringiovanimento degli ovociti non è la sola tecnica d’avanguardia per realizzare il desiderio di maternità di donne che, per età (dai 35 anni in poi), o per decadimento della qualità o della quantità di ovociti, non riescono ad avviare una gravidanza. Le cause più frequenti: una menopausa precoce, naturale o successiva a terapie, o un’inadeguata risposta all’iperstimolazione ovarica con gonadotropine, preparazione necessaria per affrontare una PMA omologa.

Oltre al ringiovanimento degli ovociti sono due gli ulteriori approcci alla prova, che mirano proprio a incrementare la risposta ovarica alle gonadotropine, vale a dire le probabilità che una delle tecniche di PMA omologa possano avere successo. Il primo approccio sfrutta il trapianto di cellule staminali (Scot), il secondo invece si basa sulla frammentazione ovarica che “risveglia” gli ovociti “dormienti” grazie a una vera a propria attivazione dei follicoli (Offa).

Dopo una Scot o una Offa, viene accertato che la risposta ovarica sia davvero incrementata. Il passo successivo prevede l’intervento del biologo, per decidere se ci si può affidare a una tecnica PMA omologa di primo livello , o di secondo livello, così da ottenere la tanto sospirata gravidanza.