Progetto Iside – fecondazione assistita

L’infertilità è un fenomeno in crescita che riguarda il 15-20% delle coppie ed è determinato da diversi fattori, tra i quali, come già detto in un nostro precedente colloquio, l’età gioca un ruolo molto importante ma è affiancata dall’eccessivo consumo di alcoolici, dal fumo, dall’uso di droghe, di steroidi anabolizzanti (per lo sport estremo e il body building), dall’obesità così come dall’eccessiva magrezza. Esistono poi condizioni patologiche che possono interferire con una normale fertilità e comprendono ad esempio, le infezioni sessualmente trasmesse, gli squilibri ormonali, le malformazioni anatomiche. Tra le cause più diffuse, troviamo il cosiddetto “fattore tubarico“. Questo significa che le tube di Falloppio, cioè i due canali che collegano le ovaie all’utero, sono danneggiate o bloccate.

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Questo impedisce alla cellula uovo di essere fecondata dagli spermatozoi e di discendere nell’utero. Le cause più frequenti di questi danneggiamenti o blocchi sono le infezioni soprattutto se trascurate. Di solito si tratta di infezioni sessualmente trasmesse  (ad esempio, da Chlamydia) che spesso possono passare del tutto inosservate perché prive di sintomi particolari. Altre cause frequenti sono le aderenze che si formano in conseguenza di interventi chirurgici sul basso addome. Esiste poi la cosiddetta infertilità endocrina ovulatoria in cui squilibri ormonali impediscono la normale produzione/liberazione delle cellule uovo mature (gli ovociti).
Causa altrettanto frequente di infertilità è l’endometriosi, cioè la crescita in sede anomala di un tessuto che è sostanzialmente simile a quello che normalmente riveste l’interno dell’utero e che si chiama, appunto, endometrio. Nell’endometriosi, l’endometrio si estende anche alle ovaie provocando la formazione di cisti (endometriomi) e ad altri organi dell’addome e provoca la formazione di aderenze che coinvolgono le ovaie e le Tube di Falloppio, impedendo così la loro specifica funzione.
L’endometriosi quindi può intaccare la fertilità della donna per diversi motivi:
– le cisti ovariche comprimono il tessuto sano danneggiando gli ovociti presenti;
– le aderenze possono alterale la funzionalità delle Tube;
– la presenza del tessuto endometriale in posizione anomala crea infiammazione e l’infiammazione danneggia le cellule uovo;
– gli interventi chirurgici per rimuovere le cisti ovariche comportano necessariamente l’asportazione di parte del tessuto ovarico sano con gli ovociti in esso contenuti.

Esiste poi anche la cosiddetta “ridotta riserva ovarica” che rappresenta quella situazione in cui una donna ha un numero di cellule uovo ridotto e questo può essere provocato, oltreché dall’età, da interventi chirurgici sulle ovaie, da malattie,  così come essere anche una situazione congenita e quindi strettamente legata alla caratteristica riproduttiva di una persona. L’infertilità può essere anche rappresentata da una marcata tendenza a non proseguire con la gravidanza e quindi rappresentata da una poliabortività. La donna, in questi casi, rimane incinta ma la gravidanza si interrompe in diversi momenti a causa di un aborto spontaneo. Le cause sono tante e comprendono la presenza di malformazioni anatomiche dell’utero, la presenza di fibromi uterini, la stessa endometriosi ma anche cause genetiche (decisamente molto più rare). Spesso però non viene trovata nessuna causa apparente. È importante sottolineare che negli ultimi anni sta emergendo che anche l’uomo può essere responsabile della poliabortività per la presenza, ad esempio, di danno a carico del DNA degli spermatozoi.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.