Progetto Iside – fecondazione assistita

La lotta all’infertilità riconosce diversi fasi che vanno dai metodi non medicalizzati (conoscere e sapere riconoscere la propria fase ovulatoria e concentrare i rapporti sessuali non protetti e finalizzati nella “finestra fertile”) a quelli in cui via via il ruolo del medico diventa sempre più rilevante. Modificazione degli stili di vita, controllo del peso corporeo, abolizione delle abitudini rischiose o controproducenti rappresentano poi l’altra faccia della naturalità del cercare la gravidanza. Se tutti questi metodi falliscono, le opportunità terapeutiche successive dipendono dagli esiti degli accertamenti a cui sia la donna che l’uomo si dovranno sottoporre. I trattamenti farmacologici mirati a migliorare l’ovulazione potranno essere impostati nel rispetto dei potenziali rischi connessi al loro impiego ed alle eventuali condizioni patologiche presenti.

Nei casi in cui vi fosse la dimostrazione della presenza di malattie chirurgicamente risolvibili, la correzione chirurgica offre valide chances di avviare una gravidanza ed infine le tecniche di Procreazione Medica Assistita sono in grado di ovviare con discreto successo alla presenza di limitazioni tubariche , della fase ovulatoria che di quella strettamente collegata alla fecondazione dell’ovocita, aprendo la strada verso la gravidanza anche a coppie ipofertili. È certamente compito dello Specialista scegliere la fase d’ingresso al trattamento per ciascuna coppia in relazione alle malattie concomitanti o determinanti l’infertilità e in funzione del tempo a disposizione per raggiungere il risultato di una gravidanza.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.