Progetto Iside – fecondazione assistita
Fertilità

Stress e depressione come influiscono sulla procreazione

25 gennaio 2015

Stress (legato a stile di vita/condizione lavorativa e/o famigliare) e depressione: come influiscono sulle probabilità di successo della PMA e come è opportuno intervenire per prevenirli/ trattarli?

Lo stress sicuramente può interferire con la capacità di una donna di avere un figlio. Vi sono più osservazioni in letteratura che suggeriscono come in tali situazioni diminuisce la possibilità di avere una gravidanza: si stima che il 25 % delle donne che hanno nel sangue alti livelli di uno dei marcatori dello stress (alfa-amilasi) subisca durante ogni ciclo mestruale, una diminuzione del 12% della probabilità di restare incinte, rispetto a donne con livelli bassi di questo marker. In corso di trattamento di PMA, invece, lo stress non compromette la possibilità di successo; semmai il suo influsso negativo sta nell’indurre la donna ad abbandonare le terapie. Circa un terzo delle coppie, infatti, interrompe precocemente i trattamenti proprio per questo motivo.

Che cosa se ne deduce? Lo stress è un fattore che non va ignorato, o non dichiarato. Anzi. È fondamentale che le coppie possano avvalersi di un supporto psicologico tale da favorire il processo di accettazione della situazione che stanno affrontando, da offrire sostegno sul piano emotivo e da minimizzare l’impatto degli interventi medici e dei coinvolgimenti sul piano fisico. La PMA non è una procedura semplice e mette alla prova entrambi gli aspiranti genitori: garantire un supporto psicologico valido è un tassello fondamentale dell’intero percorso.

Dott. Maurizio Cignitti