Giorno: 26 Febbraio 2026

Le malattie a trasmissione sessuale (MTS) rappresentano oggi una delle principali sfide per la salute riproduttiva, con un impatto diretto e indiretto sulla fertilità sia femminile che maschile.

Secondo i dati più recenti della WHO – World Health Organization, ogni giorno vengono contratte oltre 1 milione di infezioni sessualmente trasmesse nella fascia di età tra i 15 e i 49 anni, la maggior parte delle quali sono asintomatiche.

Negli ultimi anni, le società scientifiche come AOGOI, SIGO ed ESHRE hanno sottolineato l’importanza di una diagnosi precoce e di strategie di prevenzione integrate, soprattutto nelle coppie che si avvicinano ai percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Ne abbiamo Parlato con la Dottoressa Susanna Ferrero, specialista in ginecologia, esperta di Medicina della Riproduzione.

L’impatto delle MST

Le infezioni sessualmente trasmesse possono alterare profondamente la fisiologia dell’apparato genitale. Nella donna, clamidia, gonorrea, micoplasmi e ureaplasmi possono determinare processi infiammatori cronici che coinvolgono tube, endometrio e cervice, compromettendo la pervietà tubarica e la qualità dell’ambiente endometriale. Nell’uomo, le stesse infezioni possono danneggiare l’epididimo, la prostata e i dotti deferenti, alterando la qualità del liquido seminale e riducendo la motilità e la vitalità degli spermatozoi.

Le infezioni più rilevanti in ambito riproduttivo

Una delle infezioni più rilevanti in ambito riproduttivo resta la Chlamydia trachomatis. Spesso asintomatica, è responsabile di esiti a lungo termine come la malattia infiammatoria pelvica e l’infertilità tubarica. Anche la Neisseria gonorrhoeae, pur meno frequente, può determinare danni simili, mentre i micoplasmi e l’Ureaplasma urealyticum sono sempre più studiati per il loro ruolo nella disbiosi del microbiota genitale. Le linee guida più recenti indicano l’importanza di valutare queste infezioni non solo in presenza di sintomi, ma anche durante lo screening pre-PMA, al fine di ridurre il rischio di fallimenti di impianto o di complicanze ostetriche.

Il ruolo del microbiota genitale

Un aspetto emergente riguarda proprio il microbiota genitale e la sua influenza sui risultati riproduttivi. Studi recenti hanno evidenziato che un equilibrio alterato della flora vaginale o seminale, spesso conseguente a infezioni non trattate o trattate in modo inappropriato, può influire negativamente sulla qualità degli ovociti, sulla fertilizzazione e sull’impianto embrionario. In questa prospettiva, la prevenzione e la correzione delle disbiosi assumono un ruolo sempre più rilevante nei programmi di fertilità.

Le MTS e la risposta infiammatoria

Le MTS possono inoltre interferire con la risposta infiammatoria sistemica e locale. Citochine e mediatori infiammatori, prodotti in eccesso in presenza di infezione cronica, possono compromettere la recettività endometriale e alterare la comunicazione tra embrione e endometrio nelle fasi precoci dell’impianto. Per questo motivo, le linee guida raccomandano di includere, nel percorso pre-PMA, una valutazione completa del profilo infettivo e immunologico, con trattamenti mirati prima dell’avvio del protocollo di stimolazione ovarica.

La diagnosi

Sul piano diagnostico, è essenziale un approccio combinato che preveda test molecolari (PCR) per la ricerca diretta dei patogeni, insieme alla valutazione microbiologica e, quando indicato, all’analisi del microbiota. Nelle coppie con infertilità idiopatica, l’inclusione di questi test ha permesso di individuare infezioni subcliniche che spiegano molti fallimenti di concepimento spontaneo o assistito.

L’approccio terapeutico

Dal punto di vista terapeutico, la gestione deve essere personalizzata. L’eradicazione dell’infezione, il ripristino dell’equilibrio microbico e il monitoraggio del partner rappresentano i pilastri di un trattamento efficace. È fondamentale evitare cicli ripetuti di antibiotici senza una diagnosi precisa, per non aggravare la disbiosi e ridurre le probabilità di successo della PMA. In parallelo, l’uso di probiotici specifici e di integratori mirati al benessere del microbiota genitale e intestinale si sta affermando come strategia di supporto validata da diverse società scientifiche.

L’arma più efficace: la prevenzione

Infine, la prevenzione resta l’arma più efficace. Promuovere una corretta educazione sessuale, incoraggiare gli screening periodici e sensibilizzare le coppie sull’importanza di trattare entrambi i partner sono obiettivi centrali per migliorare la salute riproduttiva. Nei centri di PMA, l’integrazione tra ginecologo, microbiologo e andrologo è oggi considerata una condizione essenziale per garantire percorsi sicuri e personalizzati.

In sintesi, la relazione tra MTS e PMA evidenzia quanto la salute sessuale e quella riproduttiva siano strettamente interconnesse. La prevenzione, la diagnosi precoce e un approccio multidisciplinare rappresentano le chiavi per migliorare i risultati clinici e ridurre il peso delle infezioni sul futuro riproduttivo delle coppie.

Riferimenti: