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L’autopalpazione del testicolo permette di riconoscere precocemente diversi disturbi intimi maschili, alcuni dei quali possono anche minare la futura capacità di procreare. L’errata credenza che l’apparato genitale maschile sia particolarmente forte e resistente ha portato negli anni a sottovalutare l’importanza di una corretta educazione alla prevenzione, soprattutto nelle fasi dello sviluppo.

Tra i disturbi più comuni, vi sono le alterazioni della cute che riveste il pene, la posizione anomala del testicolo, le infezioni e il varicocele. Non di rado trascurare queste condizioni può portare a peggiorare la situazione e perfino a compromettere la fertilità. Per poter riconoscere e intervenire tempestivamente è consigliabile che tutti i maschi, a partire dai 15 anni, imparino a conoscere i propri genitali e le basi dell’autopalpazione. Quest’ultima dovrebbe essere una pratica abituale, almeno una volta al mese, come per le donne è quella del seno. È importante sottolineare che non sostituisce la visita dello specialista, ma può suggerire quando fare un controllo in più.

 

Come si esegue l’autopalpazione

Tutelare la propria salute significa anche essere consapevoli dei rischi che possono minarla e prendersi cura di sé con controlli periodici. Sebbene il ruolo del medico sia essenziale, è molto importante che gli uomini prendano l’abitudine di controllarsi e che sappiano riconoscere i campanelli di allarme. L’autopalpazione è un autoesame semplice. Il Ministero della Salute, la Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (SIAMS) e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica (SIGO), nell’opuscolo “La fertilità è un bene comune. Prenditene cura”, danno le indicazioni su come eseguirla correttamente.

Per prima (magari dopo un bagno caldo che aiuta a rilassare il sacco scrotale e quindi a rendere più agevole la palpazione) cosa mettersi davanti a uno specchio e controllare che sullo scroto non si presentino lesioni o rigonfiamenti.

Passare poi all’analisi del testicolo. Controllarlo con le dita indice e medio nella zona inferiore e pollice che palpa l’area superiore, e con un movimento rotatorio e delicato, non bisogna avvertire dolore. Si verifichi che non vi siano formazioni o gonfiori sospetti, che potrebbero essere spia di infezione o, più raramente, di tumore. Attenzione a non farsi allarmare dall’epididimo, una morbida struttura tubulare, che si trova dietro il testicolo e che trasporta lo sperma dai testicoli al pene. Ovviamente la sua presenza è normale e non rappresenta una massa sospetta. È invece consigliabile recarsi dal medico per un controllo nel caso si sentano rigonfiamenti duri del testicolo, una perdita di volume, una sensazione di pesantezza nello scroto.

 

Attenzione al varicocele

L’autopalpazione permette anche di riconoscere tempestivamente il varicocele, un noto e purtroppo comune “nemico” della salute riproduttiva, subdolo in quanto asintomatico. Colpisce circa il 10-20% della popolazione maschile ed è piuttosto comune negli uomini con problemi di fertilità, dove è presente nel 30-40% dei casi.

Per riconoscerlo, durante l’autopalpazione, prestare particolare attenzione, controllando il cordone spermatico, all’eventuale presenza di dilatazioni varicose soffici palpabili lungo il cordone posto sopra a ogni testicolo, di solito nella parte posteriore più alta, la sensazione tattile è quella di un “un sacchetto di vermi”. Quello che si sente sotto le dita, in realtà è un’anomala dilatazione varicosa delle vene. Diagnosi e trattamento precoci del varicocele sono fondamentali per contrastarne gli effetti negativi sulla fertilità.

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