Progetto Iside – fecondazione assistita
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La fertilità maschile e la sessualità sono temi particolarmente “delicati” per gli uomini, in particolare quelli italiani, che tendono a rivolgersi all’andrologo troppo poco, affidandosi invece con eccessiva facilità al web e al passaparola, con il rischio di credere a falsi miti.

Sulla salute sessuale e sulla riproduzione, in generale, le bufale sono purtroppo numerose. Eccone alcune.

 

Il ciclismo causa problemi di erezione e infiammazione alla prostata

Fortunatamente il ciclismo pare non causare problemi di erezione né di infiammazione alla prostata, a tranquillizzare gli amanti delle due ruote un recente studio pubblicato sul Journal of Urology. Non è emersa nessuna differenza tra ciclisti e non ciclisti, neppure tra chi praticava questo sport ad alta intensità, ovvero oltre 3 volte a settimana per almeno 40 km al giorno.

 

Le terapie ormonali a base di testosterone aumentano il rischio di infarto

In realtà no, anzi, è piuttosto vero il contrario. Un uomo con bassi livelli di testosterone va incontro a un maggior rischio di infarti e ictus, quindi assumerlo in questi casi aiuta a prevenirli. Attenzione però: assumerlo non per effettiva necessità ma per aumentare i muscoli può mettere a rischio la fertilità maschile.

 

L’inquinamento ambientale danneggia prevalentemente la fertilità femminile

Purtroppo l’inquinamento ambientale ha un impatto considerevole sulla fertilità maschile, oltre che su quella femminile. Anzi a esserne danneggiato è pure il sistema riproduttivo.

 

Il papilloma virus infetta solo le donne

Molti ragazzi e uomini pensano che l’infezione da papilloma virus (HPV) sia un problema esclusivamente femminile. Non è così: si stima che fino al 65-70% dei maschi contragga l’infezione durante la vita. A differenza delle donne, che hanno un picco di infezione attorno ai 20-25 anni, non pare vi sia un’età maggiormente colpita nel genere maschile. Per anni l’attenzione si è focalizzata sulla popolazione femminile in quanto l’HPV causa il tumore della cervice uterina, e questo ha portato alla erronea sensazione di sicurezza per il genere maschile. Tuttavia, il papilloma virus si trasmette in entrambi i generi, in genere attraverso rapporti non protetti.

Negli uomini i condilomi ano-genitali sono la manifestazione più frequente dell’infezione da HPV. Tale infezione può essere responsabile anche di altre patologie, fortunatamente ben più rare: è infatti causa dell’80-95% dei tumori anali, di almeno il 50% dei tumori del pene e del 45-90% dei tumori della testa e del collo. Purtroppo, le terapie oncologiche, come noto, possono causare infertilità maschile.

Proteggersi è possibile, sia grazie al preservativo, in caso di rapporti con un partner che non abbia fatto il test per l’HPV, e con il vaccino. Quest’ultimo, nel nostro Paese, è gratuito per ragazze e ragazzi di 12 anni.

 

La monogamia aumenta il rischio di infiammazioni della prostata

Ovviamente no. Avere numerose partner espone a un maggiore rischio di infezioni intime e di conseguenza a un maggior rischio di infiammazione alla prostata.

 

Avere molti rapporti aumenta il rischio di cancro alla prostata

No, pare invece vero il contrario: avere molti rapporti pare proteggere dal cancro alla prostata, anche se sono necessari ulteriori conferme dalla ricerca scientifica. Pare che eiaculare poco frequentemente possa essere associato al tumore prostatico perché favorisce l’accumulo di fluidi che possono contenere sostanze cancerogeniche