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Il fumo di sigaretta non è solo causa d’infertilità ma è anche un fattore che condiziona negativamente il successo delle tecniche di fecondazione assistita

Che il fumo di sigaretta fosse una causa d’infertilità femminile e quindi un ostacolo al concepimento “naturale” è un’informazione consolidata e ben nota ormai da tutti e pertanto non è una novità. Ma che le sigarette potessero essere un elemento nocivo e detrimentale anche per il successo di una gravidanza ottenibile attraverso le tecniche di fecondazione assistita, non era una deduzione così scontata e immediata.

Ebbene, ora uno studio pubblicato nel mese di agosto di quest’anno sulla rivista Journal of Gynecological Obstretics Human Reproduction mette in luce gli effetti fortemente dannosi delle sigarette sull’esito delle tecniche di fecondazione assistita se la donna è fumatrice anche quando si sottopone a queste procedure.

Lo studio in questione ha preso in esame 28 ricerche cliniche pubblicate in lingua Inglese nella letteratura scientifica aggiornata a settembre del 2017. Complessivamente, i dati di questi studi che sono stati oggetto dell’analisi si riferivano a 5.009 donne fumatrici che si erano sottoposte a tecniche di fecondazione assistita e a 10.078 donne non fumatrici che erano ricorse anch’esse a queste procedure per ottenere una gravidanza.

L’analisi di questa mole di dati evidenzia con chiarezza quanto il fumo di sigaretta incida negativamente sul successo delle tecniche di fecondazione assistita e sul conseguente conseguimento della gravidanza. In particolare, i dati dimostrano che nelle donne fumatrici – rispetto alle non fumatrici – sono riscontrabili esiti significativamente negativi ed esprimibili come:

  1. riduzione significativa del tasso di nascite di neonati vivi;
  2. riduzione significativa del tasso di gravidanze cliniche;
  3. riduzione significativa del numero di ovociti recuperati;
  4. riduzione significativa del tasso medio di fertilizzazione;
  5. aumento significativo del tasso di aborti spontanei per gravidanza.

In sostanza, lo studio condotto su questa ampia casistica dimostra che nelle donne il fumo di sigaretta non solo è causa d’infertilità ma ha anche un impatto significativamente negativo sugli esiti delle tecniche di fecondazione assistita. Tale evidenza pone quindi le basi scientifiche per raccomandare fortemente alle donne di smettere di fumare sia in generale per questioni salutistiche sia per quelle che devono sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita: smettendo di fumare prima di sottoporsi a queste procedure procreative, le donne potranno difatti trarre enormi benefici, con maggior successo e probabilità di rimanere incinta e di coronare il desiderio di maternità.

 

Fonte

Zhang RP et al. The effects of maternal cigarette smoking on pregnancy outcomes using assisted reproduction technologies: an updated meta-analysis. J Gynecol Obstet Hum Reprod 2018. doi: 10.1016/j.jogoh.2018.08.004.

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