Progetto Iside – fecondazione assistita
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Gli esami utili per valutare l’infertilità nell’uomo comprendono test non invasivi e finanche test invasivi. La sequenza dovrà essere stabilita dallo Specialista e dovrà essere svolta in modo progressivo e ragionato. È del tutto inutile affrontare questi accertamenti in modo stressato perché lo stress può interferire negativamente in molti casi.

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Gli esami comprendono:

  1. lo spermiogramma in cui un esperto qualificato valuta gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. Vengono valutati il numero (cioè la loro concentrazione nel liquido seminale), la forma e il loro movimento. A questo riguardo, i termini utilizzati sono oligospermia (ridotto numero di spermatozoi), azoospermia (assenza di spermatozoi), astenospermia (ridotta motilità degli spermatozoi) e teratozoospermia (anomalie della forma degli spermatozoi). Devi considerare che questi elementi da soli non possono spiegare del tutto una infertilità maschile. Infatti, esistono casi in cui nonostante la presenza di pochi spermatozoi (oligospermia) o di altre anomalie degli stessi, la persona era del tutto fertile e casi in cui nonostante un liquido seminale del tutto normale, erano infertili;
  2. la spermiocultura è l’esame che valuta se nel liquido seminale sono presenti germi infettivi che  possono peggiorare o alterare il funzionamento degli spermatozoi.
    L’esame colturale può spesso permettere di identificare quali microrganismi provocano le infezioni a carico delle vie genitali (prostatiti, orchi- epididimiti, deferentiti, vescicoliti). Tra questi, quelli più spesso osservati sono la N. gonorrhoeae (il gonococco), la Chlamydia, i Mycoplasmi e gli Enterobatteri;
  3. i dosaggi ormonali servono a valutare l’eventuale presenza di deficit ormonali. Sarà l’andrologo a suggerire questi controlli che comprendono il dosaggio dei livelli nel plasma di FSH e Inibina B (sono indicatori della funzione dei testicoli), LH, il testosterone, la prolattina e l’estradiolo. Nel 97% dei casi questi esami sono nella norma e quindi la causa ormonale di infertilità maschile è decisamente bassa;
  4. le indagini genetiche (cariotipo, screening fibrosi cistica, microdelezioni del cromosoma Y) devono essere eseguite in tutti i maschi infertili con un numero di spermatozoi inferiore a 5 milioni per ml di liquido seminale, perché le anomalie cromosomiche sono 10 volte più frequenti rispetto alla popolazione normale;
  5. gli esami strumentali che possono essere utili comprendono l’ecografiadoppler dello scroto e dei testicoli (per definire il volume, la forma, la posizione, la struttura interna o la presenza di varicocele.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.

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