Progetto Iside – fecondazione assistita
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In passato, il ruolo della chirurgia per il trattamento dell’infertilità è stato condizionato e limitato dalla disponibilità di un approccio esclusivamente laparotomico (ad addome aperto).
L’introduzione delle tecniche chirurgiche mini invasive laparoscopiche e isteroscopiche e il progressivo affinamento delle metodiche di Procreazione Assistita hanno profondamente modificato le indicazioni e le prospettive di trattamento delle pazienti. È nato così il concetto di “chirurgia riproduttiva” che ha come obiettivi principali:
– il recupero della fertilità spontanea;
– il miglioramento dei risultati delle tecniche di fecondazione assistita.

ISTEROSCOPIA
Una cavità uterina normale costituisce il prerequisito fondamentale per l’impianto e lo sviluppo della gravidanza ed è per questa ragione che l’isteroscopia rappresenta attualmente lo strumento ideale sia per la diagnosi che per il trattamento di patologie come i polipi endometriali, i fibromi uterini sottomucosi, le sinechie intrauterine (“aderenze”) e per la correzione di anomalie malformative come i setti uterini. Il loro trattamento consente, infatti, il totale recupero dell’integrità anatomica e funzionale e pertanto la possibilità di ottenere un concepimento spontaneo o un miglioramento dei tassi d’impianto.

LAPAROSCOPIA
La maggior parte degli interventi che vengono effettuati nelle donne che ricercano prole vengono effettuati per via laparoscopica. Nell’approccio laparoscopico una telecamera viene posizionata a livello ombelicale e gli strumenti introdotti nell’addome attraverso due o tre piccole incisioni.
La laparoscopia rappresenta a tutt’oggi il “gold standard” per il trattamento della patologia tubarica, dell’endometriosi ovarica e pelvica, delle cisti ovariche e di alcuni miomi uterini.
La chirurgia tubarica può essere conservativa (trattamento delle aderenze peri-tubariche, interventi di fimbrioplastica, neosalpingostomia, ricanalizzazioni tubariche) e mirata ad ottenere un concepimento spontaneo oppure demolitiva (salpingectomia mono o bilaterale) mirata ad ottimizzare i risultati della Procreazione Assistita. Esistono diverse e segnalazioni scientifiche che indicano come le percentuali di gravidanza possano aumentare dopo FIV-ET preceduta dall’asportazione chirurgica di idrosalpingi monolaterali o bilaterali.

LAPAROTOMIA
L’approccio laparotomico tradizionale (addome aperto) nelle donne trova soprattutto indicazione per il trattamento dei fibromi uterini sintomatici non asportabili per via isteroscopica o laparoscopica.

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Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.

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