Progetto Iside – fecondazione assistita
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Rilassati, se sei troppo agitata e preoccupata, non succederà mai. La mia amica Serena ha passato periodi molto pesanti e non è stato per nulla facile rimanere incinta. Tutto quello di cui aveva bisogno era una bella vacanza e … due settimane dopo aspettava un bambino!

Quante volte si sono sentite frasi come queste? Troppe! Al punto che il buon consiglio evoca invece fastidio, rabbia, sensazione d’incomprensione, risentimento. Ed anche lo stress percepito aumenta. Superare lo stress dell’infertilità non è così semplice come il “rilassati, dai!”. Partiamo da una considerazione reale: l’infertilità è di per sé un’esperienza altamente stressante. La maggior parte delle donne che affrontano il percorso di predisporre una gravidanza non realizzano che questo potrà rivelarsi arduo e frustrante. Tutt’altro che semplice come viceversa appare per qualcuna. E l’obiettivo negato, al punto da realizzarne una quasi impossibilità, evocherà rabbia e frustrazione e delusione e sensazione di rivalsa verso gli altri e depressione dentro se stessa. La razionalità viene progressivamente meno e ci si trova senza aiuti, da sole. La lontananza colpirà anche dentro la coppia e non solo nei rapporti interpersonali esterni. Un isolamento che è di per sé elemento favorente l’infertilità stessa. Quasi il 50% delle donne appartenenti a una coppia infertile descrive l’esperienza dell’infertilità come la più sconvolgente, negativa esperienza della propria vita.

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E il parallelo con altre malattie fa descrivere l’infertilità come la fonte di ansia e di depressione che è seconda solo a quella delle donne affette da dolore cronico. Il nostro corpo risponde allo stress con la produzione di adrenalina e di altre sostanze che evocano reazioni di allarme: batticuore, sensazione di mancanza di fiato, capogiro, rialzo della pressione arteriosa, insonnia. Il persistere dello stress evoca reazioni che coinvolgono anche altre sfere ormonali interne a noi. E tra queste, la sfera riproduttiva. Gli ormoni necessari all’ovulazione e alla maturazione dell’ovocita e quindi al suo distacco per raggiungere l’utero vengono coinvolti con riduzione della capacità di concepire. Anche dopo cicli di FIV-ET, la differenza nel tasso di gravidanza nelle donne con depressione è più che dimezzato, rispetto a quello delle donne senza segni di depressione. L’esperienza dei centri dedicati alla cura dell’infertilità dimostra inoltre molto chiaramente che il trattamento adeguato dello stress e depressione nelle coppie infertili determina un significativo aumento del tasso di gravidanza (circa il 38% dopo sei mesi dal termine del supporto psicologico). Oltre al supporto psicologico, necessariamente alla coppia e non al singolo componente, esistono numerose attività che possono lenire gli effetti dello stress e che comprendono l’agopuntura, la ginnastica aerobica, il dedicarsi ad attività letterarie, il sottoporsi a massaggi, a cicli di meditazione, i progressivo esercitarsi al rilassamento muscolare, la terapia cognitivo-comportamentale, il leggere saggi di training autogeno o motivazionali, il camminare e lo yoga.

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L’obiettivo di qualsiasi intervento non deve essere esclusivamente l’eliminazione dello stress, bensì deve consistere nella riduzione ai minimi termini possibili della percezione di stress.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.

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