Assumere caffè in gravidanza: giusto o sbagliato?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest

L’Italia si colloca al decimo posto per consumo annuo pro-capite di caffè in Europa e al quinto posto fra i paesi maggiori importatori (Dati: Osservatorio Internazionale Food&Beverage).

Per le donne amanti di questa bevanda risulta davvero difficile pensare di rinunciarci in gravidanza: ma fa davvero così male il consumo di caffè in gravidanza?

La letteratura medica, che si è pronunciata al riguardo nel corso degli anni, appare profondamente discorde: c’è chi considera come dose ammissibile di caffeina al giorno 200mg (circa un paio di tazzine di caffè espresso), chi oscilla tra i valori di 300-400 mg e chi, infine, sostiene che un apporto modesto può aumentare il rischio di aborto spontaneo e causare basso peso alla nascita.

E’ bene ricordarsi che quando si parla di caffeina, non è chiamato in causa solo il caffè. La tabella di seguito, infatti, mostra i principali elementi che contengono questa sostanza e la percentuale in mg:

Alimenti con caffeina

Come orientarsi, quindi, tra i diversi pareri? Il caffè fa male?

La maggior parte dei medici fa riferimento ad uno studio popolazionistico del 2008 e consiglia di ridurre l’apporto quotidiano di caffeina ad una sola tazzina di caffè in gravidanza: meglio ancora se si riuscisse ad eliminarlo del tutto. Decisamente sconsigliato, invece,  l’uso di caffè decaffeinato, a causa dei solventi chimici utilizzati per estrarre la caffeina.

Articoli correlati
Procreazione

Impianto dell’embrione in PMA: il punto di vista biologico

Procreazione

PMA: il ruolo del biologo clinico

Procreazione

Il fallimento della PMA: come affrontarlo con l’aiuto del...

Ricerca all’interno del sito