Progetto Iside – fecondazione assistita
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Sono passati molti decenni e l’inseminazione intrauterina (IUI) o inseminazione artificiale, è ancora tra le metodiche di riproduzione assistita più note. È il primo aiuto che la scienza offre alle coppie alla ricerca di una gravidanza con difficoltà a raggiungere il concepimento in maniera spontanea. Si tratta di una tecnica di primo livello e si basa su un principio molto semplice: il liquido seminale, del partner o di un donatore, viene iniettato direttamente nell’utero della donna, tramite un catetere dedicato.

L’IUI ha una lunga storia. È stata inventata circa 200 anni fa da J. Hunter. Questo medico, per primo, iniettò del liquido seminale con una siringa direttamente nella vagina di una donna il cui partner era affetto da ipospadia (una malformazione congenita a livello dell’uretra e del pene), ottenendo una gravidanza normale.

Ancora oggi è sicuramente il primo trattamento a cui si ricorre, perché presenta diverse caratteristiche vantaggiose:

  • è di semplice realizzazione,
  • è poco invasivo
  • presenta costi ridotti
  • i rischi per la paziente sono assolutamente ridotti: difficilmente infatti si verificano situazioni di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) e di gravidanza multipla.

C’è da sottolineare anche come l’impatto psicologico della tecnica sulla coppia sia ridottissimo e la compliance della stessa sia assolutamente dalla parte dell’inseminazione intrauterina. Il razionale di utilizzo della tecnica è quello di aumentare la densità degli spermatozoi e sincronizzare al meglio il tempo e il luogo per la fertilizzazione dell’ovocita.

Le indicazioni

Le principali indicazioni per l’inseminazione intrauterina sono:

    1. infertilità idiopatica in coppie giovani
    2. fattore cervicale (muco cervicale insufficiente)
    3. lieve endometriosi
    4. fallimento eiaculatorio (per esempio ipospadia, eiaculazione retrograda)
    5. disfunzioni endocrine
    6. anovularietà (per es. nella sindrome dell’ovaio policistico o PCOs).

In tutti questi casi, una volta eseguito il counseling, ci si deve trovare davanti a una coppia che presenta caratteristiche di normalità: la partner femminile deve avere una riserva ovarica normale (valutata con esami di valutazione della riserva ovarica) e deve aver eseguito una valutazione della pervietà tubarica, esame essenziale per la buona riuscita della tecnica. Peraltro la valutazione del liquido seminale deve aver avuto esito di normozoospermia.

La procedura

Una volta che è stato eseguito il counseling e la coppia è stata informata a dovere sui rischi, i risultati e gli step da seguire si passa alla stimolazione ovarica.
In questo caso, diversamente da quanto accade nel secondo livello, la stimolazione è blanda: il suo scopo è quello di controllare la crescita follicolare che viene monitorata ecograficamente non per indurre una crescita multipla, ma semplicemente per avere uno/due follicoli al massimo.
Si riduce così il rischio di una gravidanza gemellare, non ottimale per la paziente per numerosi motivi, primo fra tutti la gravidanza non fisiologica.
Quando ecograficamente il diametro follicolare ha raggiunto i 17/18 mm (diametro cosiddetto preovulatorio) si passa all’iniezione dell’hCG, che causerà l’ovulazione, e verrà effettuata l’inseminazione circa 12/36 ore dopo.
Nella stessa giornata il partner maschile dovrà consegnare il liquido seminale (dopo un’astinenza di 3/5 giorni), raccolto a casa e consegnato entro 90 minuti o direttamente al Centro, per permettere la preparazione dello stesso; ci sono numerose tecniche di preparazione. Essenziale è rimuovere il plasma seminale per evitare contrazioni uterine e ridurre il rischio di infezioni pelviche.
L’IUI è effettuata quindi depositando il liquido seminale (0,2-0,5 mL/3 mL) direttamente nell’utero della paziente tramite un catetere sottile e flessibile, che non causa dolore né fastidio al momento dell’iniezione del campione. In accordo con due studi recenti, alla paziente verrà chiesto di stare sdraiata per 10/15 minuti, quindi potrà riprendere i suoi normali ritmi di vita. Il test di gravidanza potrà essere eseguito 14 giorni dopo l’IUI.

 

Bibliografia

  • Kamini A Rao, Divyashree PS – The infertility Manual 4th edition 2018
  • Cohen MR. Intrauterine Insemination. Int J Fertil. 1962;7:235-40
  • Cohlen BJ, VandekereP, te Velde ER, Habbema JD. Timed intercourse versus intrauterine insemination with or without ovarian hyper stimulation for subfertility in men. Cochrane database syt rev 2002;(1):CD000360
  • Khalil MR, Rasmussen PE, Erb K. Homologous intrauterine insemination. An evaluation of prognostic factors based on a rewieu of 2473 cycles. Acta Obstet Gynecl Scand. 2001;80:74-81

 

Giuseppe Delogu – Specialista in Ginecologia e Ostetricia – Medicina della Riproduzione Promea S.p.A.

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