Progetto Iside – fecondazione assistita
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L’Intelligenza Artificiale compie passi avanti contro l’infertilità e le attuali App per smartphone, ne rappresentano solo un’anticipazione. Tra le molteplici possibilità vi sono la possibilità di prevedere ovulazione e fertilità, basandosi sui cicli mestruali e i sintomi, per scegliere il periodo migliore della propria ‘finestra fertile’, e poi ancora usare algoritmi per apprendere i cambiamenti dei modelli ormonali per una previsione dell’ovulazione altamente personalizzata e specifica per ogni donna.

Gli avanzamenti delle conoscenze in tema di Intelligenza Artificiale (IA) sono stati alcuni dei temi principali del sesto European Fertility Meeting, una due giorni di grandi novità scientifiche, recentemente conclusosi a Roma.

 

La fecondazione in vitro: dall’esperienza personale al metodo oggettivo dell’intelligenza artificiale

Nella fecondazione in vitro, l’intelligenza artificiale si può usare per la valutazione e selezione degli embrioni, l’ottimizzazione della valutazione dei parametri della riserva ovarica e la selezione degli spermatozoi. Al momento tutto ciò dipende spesso dalla conoscenza degli esperti e quindi le risposte possono essere molto soggettive. L’Intelligenza Artificiale, invece, può fornire un metodo oggettivo per la valutazione.

Si è recentemente osservato che l’Intelligenza Artificiale (IA) può imparare a riconoscere quali embrioni sono migliori per l’impianto. I ricercatori hanno mostrato all’IA decine di migliaia di immagini e indicato quelle legate a una gravidanza di successo. In seguito hanno mostrato all’IA le immagini di embrioni trasferiti e questa è riuscita a riconoscere correttamente la loro vitalità nel 70% dei casi.

“Grazie alle nuove tecniche di indagine sulla qualità embrionaria, da quelle cinetiche a quelle cromosomiche, aiutate anche dall’Intelligenza Artificiale (big data), si possono offrire alle coppie la migliore possibilità di successo, basandosi sempre su un percorso di personalizzazione” spiega il professor Ermanno Greco, Presidente dell’evento e specialista in Medicina della Riproduzione.

“Attraverso parametri ben definiti e algoritmi matematici si può scegliere l’embrione migliore con quelle precise caratteristiche idonee all’impianto migliore. In uno studio di pochi mesi fa, pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility,ad esempio, è stato sviluppato un albero decisionale. Questo consente di migliorare le capacità predittive per l’impianto dell’embrione, utilizzando la valutazione della blastocisti insieme all’età materna, in quanto è uno dei fattori più significativi che influenzano il raggiungimento della gravidanza. Con questo sistema, è stata dimostrata la capacità di prevedere lapossibilità di impianto all’interno di ogni fascia d’età. Questo approccio, basato sull’intelligenza artificiale, sembra valutare oggettivamente l’embrione, consentendo la previsione del potenziale di impianto e gettando le basi per un futuro di trattamento IVF personalizzato”.

 

Intelligenza Artificiale nell’infertilità: ancora in fase sperimentale ma sempre più vicina

Attualmente il ricorso all’Intelligenza Artificiale è in fase di sperimentazione in diverse aree della medicina riproduttiva, tra cui:

  • l’identificazione e la morfologia degli spermatozoi,
  • l’automazione della conta dei follicoli,
  • la previsione automatica dello stadio delle cellule embrionali,
  • la valutazione degli embrioni
  • la previsione della nascita dal vivo,
  • lo sviluppo di migliori protocolli di stimolazione.

I ricercatori sono fiduciosi di un utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in un futuro non lontano.

 

Tra le altre novità del Meeting: più importanza alla recettività dell’endometrio e agli stili di vita

Il calendario dell’European Fertility Meeting è stato molto ricco. In particolare, prosegue lo specialista “si è voluto fornire una sorta di cambio di direzione. Fino a oggi ci eravamo concentrati solo sugli embrioni. Ora si è invece scoperto che la recettività dell’endometrio è fondamentale per far sì che anche un embrione perfetto possa esser un bimbo in futuro”.

 

Un corretto stile di vita, inoltre, è estremamente importante a ogni età, anche per l’impatto negativo che ha l’obesità. “Non si tratta solamente di esser attenti quando si decide di aver un figlio” sottolinea il prof. Greco “ma di approfittare di questo vantaggio già da più giovani. È un tassello in più verso la fertilità, che va utilizzato subito. Quindi al bando sia obesità e sia anoressia e spazio a una dieta ricca di antiossidanti, selenio, vitamine e poi frutta e verdura. Inoltre, niente fumo e diminuire al massimo l’alcol, che interferisce con la produzione di ormoni sessuali. E il consiglio è di dedicarsi fin da giovani all’attività fisica anche leggera, non usare sostanze stupefacenti, compreso il doping, e abbassare il più possibile i livelli di stress”.