Progetto Iside – fecondazione assistita
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L’isteroscopia diagnostica aiuta a contrastare l’infertilità e a salvaguardare la salute intima.

Infatti, permette di correggere le patologie uterine evidenziabili dall’ecografia transvaginale come i polipi endometriali e cervicali, l’iperplasia endometriale o l’ispessimento endometriale e i fibromi sottomucosi. Inoltre, è capace di diagnosticare patologie oscure all’ecografia come l’endometrite cronica e le aderenze intracavitarie.

I polipi endometriali

I polipi endometriali sono patologie benigne uterine caratterizzate dalla crescita delle ghiandole endometriali. Sono molto frequenti nella popolazione femminile con prevalenza tra 7,8 a 34,9% delle pazienti con un aumento dopo la menopausa. Nelle pazienti infertili arrivano a rappresentare il 32% delle patologie endocavitarie. Innumerevoli autori concordano sul fatto che la presenza dei polipi endometriali nella cavità uterina possono eventualmente interferire con la fertilità. Normalmente non portano sintomi ma possono anche portare a irregolarità mestruale, perdite al di fuori del flusso oppure aumento del flusso mestruale. I meccanismi attraverso i quali i polipi endometriali potrebbero interferire con la fertilità non sono ancora ben chiari. Alcuni suggeriscono un effetto meccanico, per la diminuzione del volume intracavitario. Tanti autori postulano infine un aumento del tasso di gravidanza dopo la rimozione del polipo soprattutto prima del trattamento di FIV.

I fibromi uterini

I fibromi o miomi uterini sono patologie benigne dell’utero composti da muscolo liscio. Possono essere asintomatici, oppure manifestarsi con dolore o aumento delle perdite mestruali. In letteratura ci sono tanti lavori che suggeriscono l’impatto negativo di queste patologie nelle pazienti infertili. Nel 2009 Pritts et al. hanno dimostrato che la presenza dei fibromi intracavitari comportano la diminuzione del tasso di gravidanza, impianto e nascita, inoltre aumentano il tasso di aborti. Nel 2010 Sunkara et al. hanno condotto una revisione bibliografica nella quale hanno valutato 6.087 cicli di FIV e hanno dimostrato che la presenza di fibromi che non alterano l’anatomia della cavità uterina possono comunque causare una diminuzione del tasso di gravidanza, impianto e nascita, penalizzando i risultati della FIV nelle pazienti che li hanno rispetto a quelle che ne sono prive. Una revisione bibliografica (Bosteels et al. 2015) suggerisce che vi sia un beneficio della rimozione dei fibromi, e che questo intervento aumenti la probabilità di gravidanza in pazienti che non hanno altre cause di infertilità.

Le malformazioni uterine

In alcune patologie uterine, come per le malformazioni uterine, l’ecografia transvaginale in 3D è lo strumento “gold standard” per la diagnosi e ha permesso un linguaggio universale per definirle ed eventualmente promuovere le sue correzioni, se possibili, tramite isteroscopia operativa. Soprattutto nei casi di fallimenti pregressi di tentativi di gravidanza, la correzione delle malformazioni uterine potrebbe avere un ruolo importante.

 

Dott.ssa Cristiana Allodi Quartim Barbosa

Medico ginecologo del centro Procreazione assistita Demetra – Firenze

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