Progetto Iside – fecondazione assistita
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Le varie tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno avuto uno sviluppo molto importante negli ultimi anni, soprattutto nell’ambito di laboratorio, coltura embrionale prolungata, sviluppo e metodo di scelta degli embrioni e delle blastocisti.

Ancora sono da stabilire i fattori che regolano il momento ottimale nel quale può avvenire l’impianto e i meccanismi endometriali che favoriscono la gravidanza. Sappiamo però che la cavità uterina gioca un ruolo molto importante nell’esito finale della gravidanza. E sicuramente l’attenzione nella valutazione della cavità uterina prima delle tecniche di procreazione medicalmente assistita guadagna sempre più spazio nelle cliniche di infertilità.

L’utilizzo dell’isteroscopia diagnostica come metodo di screening di base nella popolazione infertile deve essere ancora stabilito. Negli ultimi anni la tecnica si è diffusa ampiamente nell’ambito ginecologico in generale ma soprattutto nei centri di procreazione medicalmente assistita – PMA. L’evoluzione tecnologica, la standardizzazione della tecnica, la minima invasività, l’aumento della sicurezza, suggerisce che l’uso di questa tecnica ha un ruolo fondamentale nella investigazione della cavità uterina delle pazienti infertili e soprattutto in quelle con fallimenti di impianto e in casi di aborti ricorrenti. Se possibile, al momento della diagnosi della patologia uterina, queste patologie possono essere trattate nella stessa seduta, con un minimo fastidio per la paziente, anche in situazione ambulatoriale. L’isteroscopia di “screening” dovrebbe essere comunque eseguita prima di decidere di includere le pazienti in un programma di Fecondazione in Vitro (FIV). Ciò allo scopo di ridurre al minimo qualsiasi influenza negativa che una patologia uterina potrebbe avere sull’esito della FIV.

Graffio o “scratching” endometriale o “endometrial injury”:

Questa tecnica ha l’obiettivo di migliorare la recettività endometriale e di conseguenza ottenere un maggior tasso di impianto degli embrioni dopo un ciclo di FIV.

Consiste nel “graffiare” la parete interna uterina, l’endometrio. Potdar N et al 2012 e Nastri CO et al 2015, hanno dimostrato che l’eseguire lo scratching o graffio endometriale nel ciclo precedente al trattamento di FIV migliora il tasso di gravidanza e di nascita in pazienti con precedente fallimento di impianto. Questo è stato confermato anche da uno studio successivo (Siristatidis C et al 2017).

Più incerti i risultati di un’ultima metanalisi (Van Hoogenhuijze NE et al. 2019) sullo “scratching” endometriale prima del ciclo di FIV, secondo i quali non è certo che il graffio effettivamente migliori l’outcome riproduttivo. Saranno necessari altri studi controllati randomizzati per definire l’effettivo beneficio della tecnica e la tipologia di pazienti per i quali è da consigliare.

 

Dott.ssa Cristiana Allodi Quartim Barbosa

Medico ginecologo del centro Procreazione assistita Demetra – Firenze

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