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L’endometrite cronica è una condizione infiammatoria persistente della mucosa endometriale, sempre più di frequente si è riscontrato che è associata ad infertilità: la diagnosi è complessa ma l’isterescopia può rappresentare un valido aiuto.

L’endometrite cronica si presenta quasi sempre come patologia asintomatica. Potrebbe manifestarsi con sintomi come sanguinamento uterino anomalo, spotting o leggere perdite di sangue, dolore pelvico, rapporti sessuali dolorosi, perdite vaginali o leucorrea. L’endometrite cronica è caratterizzata per la presenza di plasmacelulle (CD138) nello stroma endometriale, che normalmente non si incontrano in questo tessuto. Queste alterazioni del tessuto endometriale potrebbero modificare il microambiente uterino e alterare di conseguenza la recettività endometriale. 

Cause

L’endometrite cronica può insorgere per cause esterne, come la presenza di:

  • IUD (dispositivo intra uterino),
  • patologie come polipi, fibromi, tessuto placentario ritenuto, aborto incompleto,
  • radioterapia
  • infezioni micotiche o, più frequentemente, quelle batteriche.
  • In particolare, le infezioni batteriche sono le cause più frequenti di questa patologia.

L’utero non è una cavità sterile. L’endometrio è soggetto a esposizione batterica per via ascendente durante le diverse fase del ciclo, il periodo mestruale e la gravidanza. Anche il seme maschile può veicolare i batteri, durante i rapporti sessuali. Sicuramente esiste un equilibrio tra la presenza di questi agenti e il microambiente uterino che non necessariamente determina la presenza della patologia infiammatoria cronica (Romero et al 2004 e 2015).

Una malattia poco nota

L’endometrite cronica è una patologia nascosta: è ancora poco conosciuta e, soprattutto, priva di linee guida per il suo management.

Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze scientifiche che associano l’endometrite cronica ai problemi della procreazione. La prevalenza di questa malattia è molto variabile e va dallo 0,5 al 15% nella popolazione in generale; pare invece molto più frequente in quella infertile dove la percentuale sale dal 12 al 46% (Takebayashi et al, Plos One 2014). In particolare, si trova nel 28% delle pazienti con infertilità senza causa nota, nel 30% delle pazienti con fallimento di impianto ripetuto e nel 13% degli aborti ricorrenti (Kitaya et al, 2018). Ciononostante, normalmente è sottovalutata nella popolazione infertili.

Cosa fare?

La diagnosi di endometrite cronica è complessa visto che è una malattia spesso silente. Inoltre, le tre principali modalità di diagnosi sono estremamente variabili e soggettive. La visita ginecologica bimanuale e l’ecografia transvaginale non permettono di riconoscerla correttamente. Al momento, per la diagnosi si ricorre all’esame istologico (Park 2016 e Kannar 2012). L’isteroscopia potrebbe rappresentare il metodo di scelta per la ricerca e l’eventuale conferma macroscopica e istologica della patologia, dato che permette la sua visualizzazione e biopsia mirata (Groth JV et al, 2018).

La terapia antibiotica può curare l’endometrite cronica nella maggioranza dei casi, fino all’80% dei casi dopo un solo ciclo di cura (Vitagliano et al 2018 e Kasius et al 2011). Gli ottimi risultati terapeutici dovrebbero indurre a indagare, nei casi sospetti, la presenza di questa patologia, anche perché risolvere questo problema permette l’aumento del tasso di gravidanza clinica e di nascita.

 

Dott.ssa Cristiana Allodi Quartim Barbosa

Medico ginecologo del centro Procreazione assistita Demetra – Firenze

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