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Comunicato alla Conferenza Stato-Regioni il nuovo regolamento per la donazione dei gameti nei centri italiani: dai limiti di età dei donatori al numero massimo di nati per ogni donatore, agli esami di screening obbligatori e caso per caso

Anche il mese di agosto ha segnato nuove tappe per la PMA in Italia. Dal Ministero della Salute è stato innanzitutto comunicato alla Conferenza Stato Regioni il regolamento per la fecondazione eterologa, completando così il recepimento delle normative europee in merito alla donazione di gameti.

Età dei donatori e numero di nati per ogni donatore

Si confermano gli intervalli di età già noti per la donazione di gameti: tra 18 e 40 anni per gli uomini, tra 20 e 35 per le donne. Si tratta di limiti decisi in base a criteri di efficacia e di sicurezza.
Il numero massimo dei nati per ogni donatore/donatrice è stato posto a dieci. La motivazione? Minimizzare il rischio di future unioni tra consanguinei inconsapevoli, nati d’ora in avanti grazie a fecondazione eterologa. È prevista un’unica deroga: la richiesta di un secondo figlio da parte della stessa coppia, per assicurare la consanguineità. L’istituzione del Registro Nazionale dei Donatori consentirà di mantenere la situazione sotto controllo.

Esami di screening per epatite B, Hiv e fibrosi cistica

Lo screening dei donatori prevede, per ogni donazione di gameti, la valutazione dell’assenza di patologie infettive (sieropositività per epatite B e/o HIV). Per quanto riguarda le patologie genetiche, obbligatoria per tutti è la ricerca del gene per la fibrosi cistica. Ulteriori approfondimenti verranno valutati caso per caso, dopo la consulenza genetica scritta preliminare. Vietata è comunque la donazione di gameti tra parenti fino al quarto grado, per l’aumento del rischio di trasmissione di patologie genetiche.

Gli esami effettuati sul donatore/donatrice saranno comunicati alla coppia ricevente, alla quale sarà comunque precisato che nessun esame, per quanto accurato, può garantire l’assenza di patologie nel neonato. Infine, va ricordato che anche chi, dopo essersi sottoposto a fecondazione omologa, decidesse di aderire a programmi di egg-sharing o sperm-sharing dovrà superare gli stessi criteri di selezione.

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