Progetto Iside – fecondazione assistita
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Il prezioso lavoro di un laboratorio di fecondazione assistita culmina con il trasferimento di embrioni sani – Embryo Transfer in una cavità uterina sana e pronta ad accoglierli (1).

Il trasferimento – Embryo Transferpuò avvenire in seconda/terza giornata o in quinta/sesta giornata.

La tecnica può sembrare molto semplice, veloce e indolore per la donna e non richiede alcuna anestesia. In realtà è una procedura piuttosto impegnativa e qualsiasi tipo di difficoltà può rovinare l’esito del ciclo e ridurre le possibilità di gravidanza. Diversi fattori possono influenzare l’esito di questa procedura (2):

  • fisiologici (es. qualità degli embrioni, ricettività uterina);
  • anatomici (es. raddrizzamento dell’angolo utero-cervicale);
  • meccanici (es. uso della pinza da collo)
Esecuzione

Viene solitamente eseguito nella sala operatoria dove si esegue il prelievo degli ovociti per avere un elevato grado di sterilità e perché questa sala solitamente è adiacente al laboratorio.

Uno o più embrioni(attualmente la tendenza è quella di trasferire un solo embrione) vengono immersi in una goccia di terreno di coltura ed aspirati, sotto osservazione microscopica, all’interno di un catetere molto sottile e soffice con una siringa alla sua estremità. Questo catetere viene inserito dall’operatore attraverso il collo uterino fino a raggiungere il fondo dell’utero dove vengono rilasciati gli embrioni mediante una leggera pressione sullo stantuffo della siringa.

Ciascun embrione trasferito può impiantarsi indipendentemente dagli altri. Così, trasferendo più di un embrione è possibile aumentare le probabilità complessive di ottenere una gravidanza in un determinato ciclo di trattamento, benché aumenti parallelamente anche il rischio di una gravidanza gemellare. La paziente rimane sdraiata per qualche minuto e può quindi riprendere le sue normali attività. Nei giorni successivi si raccomanda comunque uno stile di vita tranquillo, evitando impegni fisici importanti. Viene normalmente prescritta una terapia domiciliare a base di somministrazioni quotidiane di Progesterone: l’ormone che prepara l’endometrio ad accogliere l’impianto dell’embrione e a supportare il suo sviluppo iniziale.

La principale premura che devono avere i medici è quella di eseguire gli embryo transfer in modalità asettica, questo si può realizzare pulendo la cervice con soluzione salina e con il terreno di coltura degli embrioni. Inoltre è molto importante cercare di effettuare un transfer il meno traumatico possibile in quanto è stato dimostrato che i transfer difficili sono associati a tassi più bassi di gravidanza, ma non a tassi più alti di aborti o di gravidanze extrauterine. E’ stato dimostrato che l’embryo transfer è una metodica operatore dipendente, di conseguenza una adeguata formazione professionale e una standardizzazione della tecnica sono indispensabili.

Per quanto riguarda gli embriologi, questi hanno la responsabilità di monitorare e mantenere gli embrioni in condizioni appropriate di coltura. Inoltre devono evitare bruschi cambiamenti dell’ambiente di coltura durante il caricamento degli embrioni all’interno del catetere e questo è possibile riducendo al minimo il tempo che passa dal momento in cui gli embrioni vengono prelevati dall’incubatore al momento in cui vengono depositati all’interno dell’utero (3).

 

Dott.ssa Elena Giolo,

S.S.D. Procreazione Medicalmente Assistita, I.R.C.C.S. Burlo Garofolo, Trieste

 

Bibliografia

  1. Pasqualini R. S. and Quintans C. J. “Clinical practice of embryo transfer.” Reprod Biomed Online 2002; 4(1):83-92
  2. Eytan O., Elad D. and Jaffa A. J. “Bioengineering studies of the embryo transfer procedure”. Ann NY Acad Sci 2007; 1101:21-37
  3. Gianaroli L., Plachot M., van Kooij R., Al-Hasani S., Dawson K. Et al. “ESHRE guidelines for good practice in IVFlaboratories. Committee of the Special Interest Group on Embryologyof the European Society of Human Reproduction and Embryology”. Hum Reprod 2000; 15(10):2241-6
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