Progetto Iside – fecondazione assistita
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Alberto Vaiarelli M.D,Ph.D, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia

 

La valutazione della riserva ovarica è un controllo molto importante per tutte le donne per conoscere la propria situazione, in particolare se desiderano intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) che preveda una stimolazione ovarica.

Lo specialista in Medicina della Riproduzione, grazie all’analisi di alcuni parametri può stimare la riserva ovarica, e in base a quella potrà scegliere il “giusto trattamento” per ogni paziente, fattore cruciale per le possibilità di gravidanza.

Per ottenere il numero “ideale” di ovociti dopo una stimolazione ovarica è necessario che vengano prese in considerazione: la storia clinica della donna, la sua età anagrafica e le caratteristiche del ciclo mestruale. Oltre a questo è importante indagare sulla presenza di eventuali problematiche, come la sindrome dell’ovaio policistico o l’endometriosi. Infine, ma non ultimo, è necessario procedere anche all’analisi degli esami ematochimici.

È di fondamentale importanza, per il medico che si accinge a indurre farmacologicamente una crescita follicolare multipla, indagare in maniera approfondita sulla fisiologia del ciclo ovarico e applicare i metodi di predizione della riserva ovarica. Infatti, la personalizzazione della stimolazione ormonale ha, come requisito iniziale, la codifica della riserva ovarica di ciascuna donna. Ciò è possibile attraverso l’utilizzo di marker biochimici (Ormone Antimulleriano – AMH) e morfologici (conta follicoli antrali – AFC) e sfruttando con cura le ondate follicolari presenti in un singolo ciclo ovarico.

Va ricordato a questo proposito che, nonostante la risposta ovarica alla stimolazione sia caratterizzata da un’elevata variabilità individuale, le analisi dei biomarker di risposta ovarica alla stimolazione (specificatamente AMH) consente di predire l’entità della risposta in termini di crescita follicolare e recupero ovocitario (pick up).

AMH e AFC sono considerati infatti degli accurati indicatori di predizione della riserva ovarica grazie ai quali è possibile identificare diversi sottogruppi di donne:

  • donne con una elevata riserva ovarica (AMH> 2,4 ng/dl AFC > 15-20 follicoli), cioè che avranno una probabile risposta eccessiva dopo stimolazione. Per loro si raccomandano stimolazioni blande
  • donne con normale riserva ovarica e con probabile normale risposta alla stimolazione
  • donne con una probabile risposta non ottimale per valori bordeline di AMH e AFC, la categoria più complessa da studiare, per la quale è fondamentale personalizzare la terapia
  • donne con scarsa riserva ovarica e quindi bassi livelli di AMH (<1.1 ng/dl) e AFC (< 5-7 follicoli). In questo particolare gruppo di pazienti è più difficile, anche se non impossibile, avere risultati positivi.

Conoscere la propria riserva ovarica e quindi la propria età biologica è fondamentale per limitare la tendenza a posticipare la ricerca di una gravidanza. Con il passare del tempo, infatti, si assiste a una graduale e progressiva diminuzione quantitativa e qualitativa degli ovociti della donna.

Le strategie inerenti alla crescita follicolare multipla rappresentano oggi uno step fondamentale nei trattamenti in vitro. Ottenere un buon numero di ovociti, attraverso un protocollo di stimolazione personalizzato e in completa sicurezza, significa aumentare le percentuali cumulative di gravidanza per ciclo di trattamento.

 

 

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