Progetto Iside – fecondazione assistita
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La PMA nelle donne sottopeso presenta particolari difficoltà rispetto a quelle normopeso? E’ noto che un peso corporeo anormale, possa comportare alterazioni metaboliche ed endocrine, responsabili dell’aumento del rischio di sviluppare una serie di condizioni che compromettono la salute tra individui sottopeso e sovrappeso. Altrettanto evidenti sono le possibili ripercussioni sulla fertilità.

Sottopeso e concepimento, un rapporto da approfondire

Molti studi affermano chiaramente l’impatto negativo dell’eccesso di peso corporeo sul concepimento spontaneo e assistito, sia negli uomini che nelle donne, ma pochi si sono concentrati esclusivamente sulla popolazione sottopeso. Questo perché, come evidenziato da recenti statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle società sviluppate l’eccesso di peso corporeo (sovrappeso o obesità) costituisce uno stato sempre più comune che coinvolge il 50%-70% della popolazione adulta.

Essere sottopeso è molto meno comune, con una prevalenza inferiore al 5%, ed è quindi meno preoccupante per la salute pubblica, da qui il numero inferiore di studi. Inoltre, essere sottopeso è spesso secondario ad altre condizioni, come l’anoressia nervosa o la bulimia, soprattutto nella popolazione giovane, e come tale spesso non è considerato una malattia in sé, ma piuttosto una caratteristica di altre patologie che richiedono un trattamento.

Tuttavia questa situazione può avere conseguenze nel campo della riproduzione umana, e soprattutto nella riproduzione assistita, pertanto è importante approfondire il rapporto tra concepimento, in particolare PMA, e sottopeso. Ad analizzare questo tema uno studio recentemente pubblicato su Fertility and sterility.

 

La fertilità nelle donne sottopeso

Per garantire il corretto funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisario-ovarico e, quindi, una normale ovulazione è necessario un indice di massa corporea (IMC) critico, questo può mancare nelle donne sottopeso.

Una riduzione del 10%-15% del peso corporeo normale è spesso associata alla cessazione delle mestruazioni, con l’anovulazione e l’amenorrea che porta all’infertilità. Infatti, nelle donne è stata descritta una curva a U rispetto all’IMC e al concepimento spontaneo, con entrambi gli estremi della curva più legati a problemi di fertilità, anche se più fortemente quando il peso corporeo è eccessivo.

 

La PMA nelle donne sottopeso: quale l’efficacia?

Sebbene la fertilità paia inferiore nelle donne sottopeso, l’uso di agenti di induzione dell’ovulazione può essere tuttavia sufficiente a fornire una soluzione alla sterilità. In questo modo si può ottenere un’ovulazione e una mestruazione corrette, poiché non sono state rilevate altre implicazioni per la qualità degli ovociti e la ricettività endometriale una volta raggiunta l’ovulazione. Infatti, le donne sottopeso che ricevono ovuli donati non sembrano avere risultati riproduttivi più scadenti rispetto alle loro controparti di peso normale.

Il risultato della FIVET nelle donne sottopeso è stato meno studiato rispetto alle pazienti sovrappeso e obese. Nonostante la mancanza di un chiaro consenso, attualmente si ritiene generalmente che i risultati siano simili a quelli delle donne di peso normale, tranne che per quanto riguarda le complicazioni ostetriche.

 

Importante la consulenza preconcezionale

La maggiore preoccupazione delle donne sottopeso che cercano di concepire è la pletora di complicazioni ostetriche legate a uno stato di denutrizione della madre e del feto, come descritto nelle pazienti con disturbi alimentari. Questi includono un aumento del rischio di:

  • ipermesi gravidica,
  • anemia,
  • aumento di peso alterato,
  • ritardo di crescita intrauterino,
  • parto pretermine,
  • parto cesareo,
  • basso peso alla nascita,
  • complicazioni postnatali
  • depressione post-partum
  • aumento del rischio di malattie croniche nella prole.

Un approccio ottimale in queste donne dovrebbe includere un’adeguata consulenza preconcezionale, indipendentemente dal fatto che il concepimento avvenga in modo naturale, attraverso l’induzione dell’ovulazione o la fecondazione in vitro (FIVET). La consulenza preconcezionale assume particolare importanza in caso di una diagnosi di condizione psicologica, come l’anoressia nervosa o la bulimia, o di qualsiasi altra malattia cronica che porta alla morte per fame della madre.

 

Conclusioni

Il messaggio è in qualche modo rassicurante: le donne sottopeso sottoposte a FIVET presentano risultati simili a quelli delle donne di peso normale. Sono auspicabili ulteriori e migliori studi, soprattutto di tipo randomizzato, per ottenere informazioni affidabili.

Tuttavia, non dovremmo ignorare le implicazioni della denutrizione materna per le complicazioni ostetriche e neonatali e per la salute della prole.

La conclusione principale da trarre dalla letteratura medica attuale è che le donne sottopeso debbano ricevere un’adeguata consulenza preconcezionale, indipendentemente dal fatto che la gravidanza sia spontanea o assistita, e soprattutto nei casi in cui vi siano condizioni psicologiche o sistemiche associate. Attualmente, sembra che, quando il suo stato nutrizionale è corretto, la futura madre e il bambino raggiungano risultati ottimali nell’esito riproduttivo dopo la FIVET, che non pare compromessa dal basso IMC.