Progetto Iside – fecondazione assistita
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Diventare madri? La cosa più naturale al mondo purché non sia un obbligo sociale. I rischi associati alle opportunità della procreazione medicalmente assistita

Le vite che facciamo oggi noi donne (e non solo noi) ci impongono ritmi sempre veloci, adeguamento a situazioni lavorative, sociali ed economiche complesse e, di conseguenza, poco tempo da dedicare a noi stesse e a un progetto famiglia per molte desiderato ma difficile da realizzare. Ecco così che gli anni passano e, ahinoi, gli ovociti invecchiano. E, quando ci sentiamo pronte e nelle condizioni adeguate per poter avere un figlio, il figlio non arriva. Dopo un paio d’anni di tentativi falliti di rimanere incinta per vie naturali viene dichiarata, nella stragrande maggioranza dei casi, una condizione d’infertilità di coppia  e molti iniziano a pensare a soluzioni alternative, come la procreazione medicalmente assistita. Una bellissima opportunità dovuta agli eccezionali progressi della medicina, una possibilità che anche solo ai tempi delle nostre madri non esisteva.

La procreazione medicalmente assistita deve essere una scelta ragionata e consapevole

Occorre fare una riflessione. Una volta, pur essendo spesso stigmatizzante, si accettava l’impossibilità di procreare come qualcosa di naturale, seppur doloroso. Oggi no perché sappiamo che esiste una buona alternativa: la procreazione medicalmente assistita. Va posta, però, seria attenzione ai rischi associati a questa possibilità: l’urgenza di diventare madri deve essere, appunto, delle potenziali future madri e solo loro. Serve vigilare affinché nessuna donna senta una sorta di pressione – o ancor peggio di minaccia – nella scelta di mettere al mondo un figlio. La procrezione medicalmente assistita è un cammino duro e faticoso, non tutte le donne sono in grado di affrontarlo con serenità o sono fisiologicamente idonee a intraprenderlo. In più, c’è tutta una questione psicologica da vagliare con estrema cura. Aspetti questi da tenere in assoluta considerazione per capire davvero fino a che punto si vuole un figlio, e dunque se si è pronte ad affrontare anche possibili delusioni e frustrazioni, oppure se si sta rispondendo solo a un nuovo imperativo sociale dei nostri tempi per cui, avendo svariate possibilità di riuscirci, le donne oggi sono destinate a diventare madri.

 

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