Progetto Iside – fecondazione assistita
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Nella valutazione di una coppia infertile, nel 23% dei casi la causa è maschile, nel 5% dei casi il problema è coitale e nel 28% non si trova una causa in nessuno dei due partner. Le cause maschili di infertilità sono principalmente quattro: l’ipogonadismo secondario (dovuto ad una malattia dell’ipotalamo o dell’ipofisi 1-2%), l’ipogonadismo primario (e cioè alterazioni che riguardano direttamente il testicolo;10-15%), i disturbi del trasporto degli spermatozoi (detti anche disturbi post-testicolari; 10-20%) e le disfunzioni dei tubuli seminiferi (60-80%).

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Nella valutazione dell’uomo nel sospetto di infertilità è necessario raccogliere un’attenta anamnesi (la storia clinica di una persona) con particolare riferimento allo sviluppo (discesa dei testicoli nello scroto, sviluppo puberale, riduzione della crescita dei peli o della barba), alle malattie eventualmente intercorse (parotite, orchite, infezioni sessualmente trasmesse, infezioni genito-urinarie, prostatiti), agli interventi subiti (vasectomia, orchiectomia, ernie inguinali). Anche la raccolta delle informazioni sui farmaci assunti è importante (steroidi anabolizzanti, chemioterapia, ormoni), così come quella su abitudini pericolose (alcool, droghe) e su rischi professionali (esposizione a tossici, pesticidi, ecc …). Un’accurata visita urologica deve prevedere il controllo della pelle e dell’apparato pilifero alla ricerca di segni di deficit di androgeni, mentre l’analisi dettagliata dei genitali deve servire ad escludere malformazioni congenite o acquisite. Infine, deve essere ricercata anche la presenza di ginecomastia, cioè la presenza di uno sviluppo eccessivo mammario nell’uomo. L’analisi dello sperma è una pietra miliare della valutazione delle cause di infertilità maschile. Infatti, questo esame analizza il volume complessivo dello sperma e il suo pH, la eventuale presenza di frammentazioni o di agglutinazione, la concentrazione degli spermatozoi per millimetro cubo, la loro mobilità e la morfologia (la forma), il conteggio dei globuli bianchi presenti nello sperma e la ricerca di cellule germinali immature. La raccolta dello sperma deve avvenire dopo 3-5 giorni di astinenza sessuale, preferibilmente attraverso la masturbazione direttamente nella sede dove verrà poi raccolto il campione da analizzare.

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Esistono poi esami più approfonditi sempre a carico dello sperma e che comprendono la ricerca di autoanticorpi, la determinazione delle caratteristiche biochimiche dello stesso, gli esami colturali e l’analisi dell’interazione tra sperma e muco della cervice uterina. Altri accertamenti sempre sullo sperma sono disponibili ma su indicazioni di secondo e terzo livello(es. DNA fragmentation). All’uomo possono essere richiesti dei test genetici (cariotipo, fibrosi cistica, microdelezioni del cromosoma Y) che posso essere finalizzati non solo all’ individuazione e quindi alla diagnosi di particolari anomalie genetiche del maschio ma spesso fanno anche parte del normale percorso per accedere alle tecniche di Procreazione Medica Assistita (FIV-ET/ICSI).

Infine, l’esecuzione di test endocrinologici con la determinazione dei livelli di testosterone, di ormoni quali il follicolo-stimolante (FSH) e il luteinizzante (LH) e della prolattina.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.

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