Progetto Iside – fecondazione assistita
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Di fronte alla decisione di programmare una gravidanza è necessario pianificare dei controlli medici. La donna dovrebbe sottoporsi ad una visita ginecologica completa ed eseguire un tampone vaginale e un PAP-test. Lo specialista effettuerà una consulenza pre-concezionale alla coppia in cui, dopo avere spiegato tutto quello che significa affrontare una gravidanza, un parto e la nascita di un figlio, raccoglierà attentamente tutta la storia clinica della donna e dell’uomo, annotando la presenza di malattie familiari o di malattie congenite o genetiche, di malattie pregresse o in corso e di abitudini rischiose per l’avvio di una gravidanza e di eventuali gravidanze portate a termine o interrotte prematuramente. Esistono alcune malattie che richiederanno una valutazione di altri specialisti nella donna per definire le loro possibili influenze su una gravidanza (diabete, cardiopatie, neuropatie, malattie autoimmunitarie, ecc …). Le coppie che desiderano avere un bambino e le donne in stato di gravidanza hanno diritto ad eseguire gratuitamente, senza partecipazione alla spesa (ticket) alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche, utili per tutelare la loro salute e quella del nascituro. Il Ministero della Salute ha pubblicato un’Agenda della Gravidanza in cui vengono indicati tutti gli esami utili (e gratuiti) da fare sotto il controllo medico.

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In particolare, vengono suggeriti la determinazione del proprio gruppo sanguigno, il Test di Coombs indiretto, il dosaggio degli anticorpi (IgM e IgG) nei confronti del virus della rosolia e del toxoplasma, un emocromo (globuli rossi e bianchi e piastrine), la ricerca di emoglobine anomali. È necessario eseguire un PAP-test, la determinazione degli anticorpi nei confronti del treponema pallido e gli anticorpi nei confronti del virus dell’ immunodeficienza acquisita.
In caso di precedenti aborti ricorrenti (almeno 2 – e quindi d’infertilità secondaria) saranno necessari esami più approfonditi (esistono ambulatori specifici per la poliabortività) come ad esempio la determinazione del cariotipo materno, esami ormonali, isteroscopia con biopsia.
Infine, potrebbe anche necessario ricercare la presenza auto-anticorpi (ex. Lupus-like, anti-microsomi, anti-cardiolipina, anti-tireoperossidasi, anti-tireoglobulina) segnali di malattie autoimmunitarie misconosciute o di trombofilie congenite o acquisite.
Negli aborti ricorrenti possono avere un ruolo anche gli spermatozoi. Spermatozoi con DNA danneggiato (DNA fragmentation) infatti possono incrementare il rischio di aborto spontaneo.

Articolo realizzato con il contributo scientifico della Dott.ssa Paola Persico – Medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia.

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