Progetto Iside – fecondazione assistita
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Oggi sono molte le donne che hanno difficoltà a rimanere incinte. Le ragioni sono varie: in primis, sicuramente, rispetto a una volta, l’età anagrafica più alta in cui si decide di avere un figlio. Ecco, allora, che prima di parlare d’infertilità o di ricorrere a tecniche più sofisticate, il ginecologo può consigliare, come primo tentativo, di provare con una stimolazione ovarica semplice.
Andiamo a vedere, allora, come funziona questa procedura.

Per una-due settimane si assumono ormoni che inducono la produzione follicolare

La stimolazione ovarica semplice consiste nell’assunzione di farmaci – per la precisione gli ormoni FSH (follicolo stimolante) e LH (luteinizzante) – atti a indurre un’ovulazione di modo che l’ovaio produca follicoli maturi di almeno 18 millimetri di diametro contenenti un ovocita da fecondare.
La terapia è dunque finalizzata a scegliere gli spermatozoi idonei a sbloccare le tube uterine in modo da permettere il passaggio degli ovociti. In questo senso la stimolazione ovarica semplice si rivela particolarmente adatta alle donne sopra i 40 anni che faticano ad avere figli.
La procedura è semplice: la paziente dovrà seguire la cura a base di ormoni per un periodo che varia da una a due settimane iniettandosi, per via sottocutanea o intramuscolare, i farmaci. Tutto questo avverrà con la supervisione di un medico che terrà sotto controllo l’andamento della terapia e la risposta della donna mediante monitoraggio e controlli ormonali.
Durante l’ecografia, eseguita con una sonda transvaginale, il ginecologo, già a distanza di 2-3 giorni dalla prima iniezione, valuta la risposta ovarica.

La procedura di stimolazione ovarica semplice può essere ripetuta più volte

Ormai diffusi da tempo, i ginecologi considerano sicuri questi trattamenti di stimolazione ovarica semplice, tanto che, se non andassero subito a buon fine, possono essere ripetuti anche fino a 8-9 volte senza rischi per la salute futura della donna.
Potrebbero esserci, però, degli inconvenienti legati ai principali effetti secondari derivanti dall’assunzione di ormoni: tensione addominale, gonfiori, difficoltà digestive, nausea, diarrea, aumento di peso, pelle e capelli più secchi, urina più scura.

Dott. Placido Borzì.

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