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Gli effetti negativi dello stress si estendono anche alla salute riproduttiva: un gruppo di ricercatori dell’Università di Boston ha scoperto che lo stress riduce la fertilità nelle donne, in particolare quelle con meno di 35 anni d’età; non è stato osservato alcun legame invece con l’infertilità maschile.
Fino ad ora si sapeva che è l’infertilità ad essere una causa di stress per chi soffre di questo problema ma non viceversa. Risaputi da tempo sono anche gli effetti negativi dello stress sulla salute in generale, ma non vi erano ancora prove sulle ripercussioni negative dello stress anche sulla sfera riproduttiva, sebbene fossero intuibili. Ebbene ora arrivano finalmente le prime conferme grazie ad un approfondito studio statistico pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Epidemiology, il quale ha analizzato i dati relativi a migliaia di cittadini statunitensi e canadesi che desideravano avere un figlio nel periodo tra il 2013 e il 2018 e che sono stati seguiti fino al momento della gravidanza o di sopraggiunte problematiche di infertilità.

Questo studio ha coinvolto 1.272 uomini e 4.769 donne di età compresa tra 21 e 45 anni che in precedenza non avevano mai avuto problemi di infertilità e non avevano mai provato a concepire per più di 6 cicli mestruali consecutivi. I partecipanti allo studio hanno dovuto rispondere ad un questionario di 10 domande, chiamato “Scala dello Stress Percepito (Perceived Stress Scale, PSS)”, che è lo strumento psicologico più utilizzato per misurare lo stress. Alle domande, i partecipanti potevano rispondere assegnando un punteggio da 0 (no stress) fino a 40 che rappresentava il limite massimo di stress a cui essi erano sottoposti. Oltre al PSS, le persone coinvolte nello studio hanno dovuto rispondere ad altri questionari di base che ponevano domande generali su età, etnia, frequenza dei rapporti sessuali, reddito familiare e tipo di alimentazione seguita, tutti fattori questi che notoriamente possono influenzare la fertilità.

L’analisi statistica dei 6.041 dati totali ha evidenziato che le donne con un punteggio ISS superiore a 25, cioè con stress elevato, presentavano una riduzione del 13% della probabilità di concepimento rispetto a quelle con un punteggio uguale o inferiore a 10.  La correlazione tra stress e riduzione della probabilità di concepimento è risultata più forte nelle donne con meno di 35 anni, mentre negli uomini non è emerso alcun legame tra stress e fecondabilità.
Due sono i meccanismi con cui lo stress agisce negativamente sulla fertilità: uno è ormonale ed è presieduto dagli ormoni dello stress – quali le catecolammine (adrenalina, noradrenalina, dopamina) – che interferiscono sugli ormoni regolatori dei cicli ovulatori, ossia l’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), la prolattina e gli ormoni luteinizzante (LH) e follicolo-stimolante (FSH); l’altro è nervoso e coinvolge il sistema nervoso simpatico che innerva l’apparato riproduttivo femminile e influenzala fertilità sia direttamente a livello degli organi sessuali sia attraverso il rilascio degli ormoni dello stress (catecolammine).
I risultati preliminari di questo studio sottolineano quindi l’importanza di avviare un supporto psicologico nella fase antecedente ai tentativi di concepimento.

Fonti
1. Wesselink AK et al. Perceived stress and fecundability: a preconception cohort study of North American Couples. Am J Epidemiol 2018; doi: 10.1093/aje/kwy186.

2. Schenker JG et al. Stress and human reproduction. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 1992; 16 (45 (1): 1-8.

 

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