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Con il termine di Procreazione Medicalmente Assistita Eterologa si fa riferimento alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita in cui il gamete femminile o il gamete maschile (o entrambi) non appartengono alla coppia. Le coppie che non possono concepire utilizzando i propri gameti, infatti, possono utilizzare la donazione di ovociti e spermatozoi o entrambi.

Ne abbiamo parlato con il Professor Giuseppe Giuffrida, ginecologo, e la Dottoressa Giovanna Tomasi, embriologa.

La PMA Eterologa in Italia

Secondo i dati del registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 2015 ad oggi i bambini nati attraverso la donazione di gameti sono più di 7.000.

In Italia è possibile eseguire tecniche di PMA Eterologa dal 9 aprile 2014, quando la Corte Costituzionale, con la Sentenza N°162, a seguito del ricorso presentato dai tribunali di Firenze, Milano e Catania, ha dichiarato anticostituzionale il divieto di eterologa definito dalla Legge 40/2004. In particolare, la sentenza ha dichiarato l’illegittimità della norma per gli articoli 4, comma 3 – 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1 che vietavano il ricorso a un donatore esterno di ovociti o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

Le tecniche di PMA eterologa sono tecnicamente sovrapponibili a quelle di PMA omologa. Quello che cambia è solo l’origine delle cellule che vengono utilizzate, le quali provengono da donatori.

Così come per le tecniche di PMA omologa, anche in questo caso lo scopo della fecondazione assistita è quello di poter mimare “in vitro” ciò che avviene naturalmente “in vivo”.

PMA eterologa di primo e secondo livello

È quindi possibile distinguere:

  • Tecniche di 1° livello – la fecondazione avviene all’interno dell’apparato riproduttore femminile ossia in vivo – inseminazione intrauterina con seme del donatore
  • Tecniche di 2° livello – la fecondazione avviene in sede extra corporea attraverso la fecondazione in vitro convenzionale o attraverso l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo

In questo caso si distinguono:

  • Ovodonazione – la fecondazione avviene in vitro utilizzando il seme del partner e gli ovociti di una donatrice
  • Semedonazione – la fecondazione avviene in vitro utilizzando gli ovociti del partner e il seme del donatore
  • Donazione doppia – tecnica di fecondazione in vitro in cui si utilizzano entrambi i gameti donati

 

Definizioni-PMA-Eterologa

 

Chi può accedere alla PMA Eterologa?

La PMA eterologa è eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità. Possono far ricorso alla PMA di tipo eterologo coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi (art 5, legge 40 /2004).

Deve ritenersi applicabile, in particolare per l’ovodonazione, in persone “in età potenzialmente fertile” e comunque in buona salute per affrontare una gravidanza.

Ovodonazione

L’ovodonazione è il procedimento mediante il quale si ricevono ovociti provenienti da una donatrice con fini riproduttivi. Tali ovociti sono inseminati con spermatozoi provenienti dal partner della donna ricevente o da un donatore di seme.

Gli embrioni generati verranno trasferiti nell’utero della donna ricevente con il fine di ottenere una gravidanza. La donazione di ovociti è un atto anonimo e altruista.

Le indicazioni cliniche alla fecondazione eterologa femminile sono:
  • Donne con ipogonadismo ipergonadotropo;
  • Donne in avanzata età riproduttiva ma comunque in età potenzialmente fertile;
  • Donne con ridotta riserva ovarica dopo fallimento di fecondazione omologa;
  • Donne che sanno di essere affette o portatrici di un significativo difetto genetico o che hanno una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere determinato;
  • Donne con ovociti e/o embrioni di scarsa qualità o ripetuti tentativi di concepimento falliti tramite tecniche di PMA;
  • Donne con fattore iatrogeno di infertilità.

La ricezione di ovociti donati è la tecnica di riproduzione assistita molto efficace, poiché si utilizzano gameti provenienti da donne giovani prive di patologie riproduttive e, pertanto, di alta qualità biologica. La probabilità totale di gravidanza dopo quattro cicli di donazione di ovociti può raggiungere il 90%.

Il Registro FIV/ICSI della Sociedad Española de Fertilidad dell’anno 2014 riferisce un tasso di gravidanza del 43,7% per ciclo iniziato, e del 55,6% per trasferimento embrionale.

Semedonazione

La semedonazione è il procedimento mediante il quale si ricevono spermatozoi provenienti da un donatore con fini riproduttivi. Questi spermatozoi possono essere utilizzati per un trattamento di PMA di primo livello, inseminazione intrauterina, oppure per un trattamento di secondo livello cioè la microiniezione del singolo spermatozoo all’interno del citoplasma ovocitario. Come per la donazione di ovociti, anche la semedonazione è un atto anonimo e altruista.

Le indicazioni cliniche alla fecondazione eterologa maschile sono:
  • Partner maschile con dimostrata infertilità da fattore maschile severo (cioè, azoospermia e oligoastenoteratozoospermia severa o mancata fertilizzazione dopo ICSI);
  • Partner maschile con disfunzione eiaculatoria incurabile;
  • Uomini che sanno di essere affetti o portatori di un significativo difetto genetico o che hanno una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere;
  • Partner maschile con una infezione sessualmente trasmissibile che non può essere eliminata;
  • Uomini con fattore iatrogeno di infertilità;
  • La partner femminile è Rh-negativo e gravemente isoimmunizzata e il partner maschile è Rh-positivo.
Identikit dei donatori

Le Donatrici di gameti femminili possono essere:

  • Donne che in modo spontaneo e altruistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta;
  • Donne che si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta;
  • Donne che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli.

I Donatori di gameti maschili:

  • Quelli che in modo spontaneo e altruistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta;
  • Quelli che si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta;
  • Quelli che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli.

La donazione di gameti è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni.

I criteri di scelta del donatore

I principali criteri nella scelta di un donatore sono il buono stato di salute e l’assenza di anomalie genetiche note all’interno della famiglia. Questo deve essere definito attraverso una accurata anamnesi genetica anche mediante un questionario validato da genetisti.

Il donatore deve essere in grado di fornire notizie circa lo stato di salute di entrambi i genitori biologici (non deve essere adottato, né concepito a sua volta da donatore di gameti, né figlio di padre/madre non noto); il donatore deve essere in grado di intendere e di volere, in buone condizioni di salute psico-fisica e non presentare nell’anamnesi elementi che indirizzino verso malattie ereditarie e familiari. La selezione dei donatori con fertilità provata è cosa auspicabile ma non obbligatoria. È raccomandabile una valutazione e consulenza psicologica, per tutti i donatori. La valutazione dovrebbe includere un colloquio clinico e, se necessario, test psicologici.

Sono consentiti sia l’egg-sharing che lo “sperm-sharing”, cioè la donazione di gameti da parte di pazienti che si sottopongono a PMA e che rispondono ai requisiti necessari per donare. Non è possibile la donazione ad personam poiché deve essere sempre garantito il principio dell’anonimato, non deve essere possibile per il donatore risalire alla coppia ricevente e viceversa.

Non è possibile scegliere caratteristiche specifiche del donatore.

Per ogni donatore, il numero massimo di bambini nati attraverso le cellule donate è dieci.

I criteri di esclusione del donatore

Nessun proprietario, operatore, direttore del laboratorio o dipendente del centro che esegue l’inseminazione può essere donatore. Sono esclusi dalla donazione soggetti che abbiano esposizione professionale ad alto rischio per tossicità riproduttiva (radiazioni o sostanze chimiche). Sono esclusi dalla possibilità di donare gameti i pazienti che abbiano effettuato e concluso trattamenti con chemioterapici o radioterapia da meno di due anni.