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La stimolazione ormonale nella donna è una strategia della medicina della riproduzione che ha l’obiettivo di aumentare le percentuali di successo della tecnica di procreazione medicalmente assistita.

In questo articolo vediamo come funziona e quando è indicata insieme al Dr. Carlo Torrisi, ginecologo.

La ricerca della gravidanza

In questi ultimi anni la ricerca della gravidanza e il desiderio di prole delle coppie si è spostato sempre più avanti negli anni.

Esigenze lavorative e di studio hanno fatto si che il primo approccio alla maternità sia posticipato spesso oltre i 37 anni. Questa è un’età in cui la riserva ovarica di una donna si riduce e quindi è sempre più necessario il ricorso a tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita) di 1 livello (inseminazioni intra uterine) o di 2 livello (Fivet o Icsi).

In alcuni casi, per le donne con esaurimento ovarico precoce, addirittura si valutano le tecniche di donazione di ovociti. Recentemente, inoltre, sempre più donne single o con scarse prospettive di pensare ad affrontare una gravidanza in tempi brevi ricorrono alla criopreservazione di ovociti (social freezing) in attesa di procreare successivamente.

Fisiologia dell‘ovulazione

Al contrario dell’uomo dove la spermatogenesi e quindi la possibilità di procreare proseguono per tutta la vita, nella donna la fisiologia dell‘ovulazione è completamente differente.

Ogni donna nasce con un pool di ovociti (circa 2 milioni) che restano bloccati allo stadio di metafase della prima divisione meiotica. A partire dall’adolescenza, quando l’asse ipotalamo ipofisi ovaio completa la sua maturazione, cominciano mensilmente a essere consumati (circa 20-30 per ciclo). La possibilità di una donna sana di ovulare è di circa 400 volte nel corso della sua finestra fertile e cioè all‘incirca tra i 18 e i 43 anni.

Purtroppo, non è l’età della donna a stabilire la riserva ovarica della stessa ma una serie di cofattori. Questi si studiano per valutare i tempi di intervento necessari per dare alla donna la possibilità di procreare.

Studio della riserva ovarica

I dosaggi ormonali di FSH (ormone follicolo-stimolante), LH (ormone luteinizzante), estradiolo eseguiti in 3° giornata abbinati alla conta dei follicoli antrali (follicoli di 5/8 mm) e al dosaggio dell’AMH (ormone anti mulleriano) consentono di valutare le chance di una donna ad avere una gravidanza.

In genere dopo i 37 anni le possibilità di concepire decrescono rapidamente. Inoltre, la presenza di endometriosi, fattori genetici o interventi demolitivi a carico di una delle due ovaie contribuiscono ad accelerare questo processo di involuzione della capacità funzionale ovarica.

Strategie di induzione dell’ovulazione

Allorché una coppia si presenta in un centro di PMA lo specialista, prescrivendo le corrette indagini e valutando le motivazioni della coppia, deve avere la capacità di intervenire velocemente indicando il giusto percorso. Ciò significa indirizzare la coppia verso rapporti pilotati, inseminazioni intra uterine o tecniche di fecondazione in vitro (fivet/icsi).

La stimolazione ovarica ha lo scopo principale di reclutare un numero maggiore di follicoli (a seconda della tecnica) con l’obiettivo di aumentare le percentuali di successo.

La scelta dei protocolli, delle dosi e della lunghezza della stimolazione viene fatta in base alle caratteristiche della paziente e cioè: età, peso, riserva ovarica, rischio iperstimolazione, precedenti tentativi.

Nelle videopillole che seguono valuteremo la stimolazione ormonale nella donna in ogni suo aspetto e le caratteristiche dei singoli passaggi, considerandone rischi e benefici.

Quali sono i parametri clinico ormonali per cui è indicata stimolazione ormonale?

 

La scelta dei protocolli e le dosi di gonadotropine

 

Protocollo lungo corto o con antagonista: quali sono i criteri di scelta?

 

Quando indurre l’ovulazione?

 

Come gestire rischio di iperstimolazione

 

Perché la coppia infertile ha bisogno dello psicologo

 

Disturbi dell’ovulazione e difficoltà di concepimento sono collegati. L’ovulazione è un processo molto delicato e le “interferenze” che lo rendono imperfetto non solo influiscono sul concepimento ma talvolta portano all’infertilità. Infatti, circa il 25% dei casi di infertilità femminile è causato da disfunzioni ormonali che possono portare ad anovulazione.
Vediamo alcuni dei disturbi e delle patologie più frequenti.
Sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) colpisce il 5-10% delle donne e causa importanti effetti sulla salute della donna. Le ovaie risultano ingrossate, con cisti multiple e la donna presenta alterazioni endocrinologiche e metaboliche. I segni e sintomi più frequenti sono: irsutismo, alopecia androgenetica e disturbi mestruali.

La PCOS è un’alterazione funzionale del sistema riproduttivo, pertanto ha un impatto achee sull’ovulazione. Di per sè non è sinonimo di sterilità. Uno stile di vita sano e corretto praticato sin dalla più giovane età aiuta nella prevenzione di questa condizione clinica.

Endometriosi

E’ una patologia che si associa ad infertilità nel 10% circa della popolazione femminile in età fertile. L’endometriosi è caratterizzata dalla presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina, solitamente nella pelvi. Il trattamento nei casi lievi può essere medico mentre, in quelli più gravi, è prevalentemente chirurgico.

Insufficienza ovarica precoce

L’insufficienza ovarica precoce è una condizione caratterizzata dall’assenza di mestruazioni. I cicli mestruali possono non comparire del tutto (amenorrea primaria), oppure interrompersi precocemente prima dei 40 anni (amenorrea secondaria).

La malattia è dovuta ad anomalie nella formazione e nello sviluppo del follicolo, la struttura dell’ovaio deputata alla maturazione della cellula uovo. Comporta infertilità e presenta sintomi analoghi a quelli della menopausa, come palpitazioni, intolleranza al caldo, rossori improvvisi, ansia, depressione.

Come conseguenza dell’insufficienza ovarica precoce alcuni ormoni sessuali come le gonadotropine (LH e FSH) aumentano, mentre gli estrogeni si riducono. Queste alterazioni ormonali, tipiche della menopausa, provocano disturbi metabolici e cardiovascolari e insorgenza precoce di osteoporosi.

Iperprolattinemia

L’iperprolattinemia è un’altra causa di anovulazione, anche se poco frequente. Le cause possono essere adenomi ipofisari, assunzione di farmaci, ipotiroidismo o insufficienza renale cronica.

Cosa fare?

Nei casi di anovulazione si può indurre l’ovulazione mediante la somministrazione di alcuni farmaci (clomifene citrato e gonadotropine). L’induzione farmacologica dell’ovulazione deve associarsi a stretto monitoraggio ecografico della crescita follicolare fino all’ovulazione ed essere seguito da rapporti mirati o inseminazioni intrauterine.

I rischi maggiori di questi trattamenti sono la sindrome da iperstimolazione ovarica e le gravidanze multiple.

Nei casi di infertilità anovulatoria è fortemente consigliata una stretta collaborazione tra ginecologo ed endocrinologo, al fine di un corretto iter diagnostico-terapeutico.

 

Fonti: MedicalNewsToday, Ministero della Salute, Fondazione Telethon

L’ovulazione è un mistero per molte donne, nonostante sia un processo fisiologico esclusivamente femminile. Forse perchè è uno dei miracoli che avvengono nel corpo della donna. Ciò che tutte, o quasi tutte, sanno è che l’ovulazione è il periodo del ciclo mestruale in cui la probabilità di rimanere incinta è massima.

Quando avviene l’ovulazione?

L’ovulazione avviene quando una delle ovaie rilascia un ovocita maturo e pronto per essere fecondato. Se la fecondazione non si verifica, l’ovocita viene eliminato durante la mestruazione.
Una parte dell’ovaio, chiamato follicolo, rilascia l’ovocita solo quando è maturo. Dopo il rilascio, l’ovocita viaggia attraverso le tube di falloppio. E’ questo il luogo in cui, eventualmente, avviene la fecondazione.

Ciclo mestruale e ovulazione

Il ciclo mestruale nelle donne dura in genere tra i 28 e i 32 giorni. L’inizio della mestruazione viene solitamente considerato il primo giorno di ciclo mestruale. La maturazione (e il conseguente rilascio) di un ovocita si verifica di solito 12-16 giorni prima della fine del ciclo.

Nel corso della vita, i cicli di ovulazione durano dalla prima mestruazione (menarca) alla menopausa. si presenta per la prima volta solitamente tra i 10 e i 15 anni. Con la prima mestruazione inizia la prima ovulazione e la possibilità di concepire.
L’ovulazione si interrompe dopo la menopausa, solitamente a partire – in media – dai 50 anni di età. Continua, invece, anche se con bassissime possibilità di concepire naturalmente, nel periodo della peri-menopausa.

I segni dell’ovulazione

I segni dell’ovulazione sono numerosi. Durante l’ovulazione il muco cervicale aumenta in quantità e diventa più viscoso a causa dell’aumento dei livelli di estrogeni. Anche la temperatura corporea spesso aumenta. Questo è dovuto al progesterone, un ormone che il corpo femminile secerne quando l’ovocita giunge a maturazione. Poichè le donne generalmente sono più fertili per 2-3 giorni prima che la temperatura raggiunga il massimo, se si è in cerca di un figlio può essere utile utilizzare un termometro per misurare la temperatura basale.
Molte donne provano dolore o indolenzimento all’addome e anche gli episodi di cefalea o emicrania sono frequenti, a causa degli sbalzi ormonali.

Le fasi dell’ovulazione

Si può dire che le fasi dell’ovulazione sono tre:

  1. La fase pre-ovulatoria o follicolare: uno strato di cellule attorno all’ovocita inizia a modificarsi e ad espandersi. Contemporaneamente, il rivestimento interno dell’utero inizia ad ispessirsi.
  2. La fase ovulatoria: vengono secreti degli enzimi che formano una sorta di buco, lo stigma. L’ovocita e la sua rete di cellule attraversano lo stigma e si dirigono verso le tube di falloppio. Questo è il periodo fertile, che solitamente dura 24-48 ore.
  3. La fase post-ovulatoria o luteale: l’ovocita fecondato si impianta nell’utero, mentre quello non fecondato si dissolve nell’arco di circa 24 ore. In questo secondo caso il rivestimento dell’utero, che si era preparato ad accogliere l’ovocita fecondato, inizia letteralmente a decomporsi e si prepara ad essere espulso dal corpo attraverso la mestruazione.
Calendario dell’ovulazione
Un calendario dell’ovulazione può essere utile per identificare i giorni fertili. Se ne trovano numerosi online e sono disponibili anche varie App che aiutano a tracciare il ciclo mestruale. E’ sempre importante prendere nota ogni mese del proprio ciclo, in modo da identificare subito eventuali irregolarità.
Quando pensare alla PMA, la procreazione medicalmente assistita

Problemi nel processo di ovulazione possono portare a difficoltà di concepimento o, in alcuni casi, all’infertilità. Ad esempio, la sindrome dell’ovaio policistico, disfunzioni dell’ipotalamo, eccesso di prolattina.

In generale, quando la gravidanza non arriva dopo un anno di tentativi mirati, ovvero di rapporti sessuali non protetti nei giorni di ovulazione, è necessario fare degli accertamenti. Se dagli esami emergono problemi di fertilità, che possono essere sia maschili, sia femminili o di coppia, potrebbe essere opportuno valutare un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Fonte: MedicalNewsToday