Progetto Iside – fecondazione assistita
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Cosa fare se non si è ancora avuto successo nella procreazione assistita? Questi sono consigli difficili. Innanzitutto bisognerebbe cercare di capire. In medicina in generale quando si riesce a fare una diagnosi spesso si riesce anche a dare la terapia adatta e che ottiene il successo. Nella procreazione assistita il problema più grande è quando si va per tentativi e non si riesce a capire. Quindi da una parte cercare sempre una diagnosi. Oggi come oggi ci sono molti approfondimenti possibili. Cominciamo a conoscere qualcosa sull’impianto e quindi bisogna cercare di capire se per esempio ci possono essere dei problemi immunologici che lo ostacolano oltre a favorire in caso di gravidanza il rischio di aborto.

Quindi piuttosto che continuare a fare tentativi di fecondazione in vitro, uno dietro l’altro abbastanza alla cieca, ad un certo punto occorre fermarsi un attimo per cercare di approfondire eventualmente una diagnosi. A parte la diagnosi di sterilità poi eventualmente anche cercare di capire come mai questi embrioni che vengono trasferiti in utero non riescono ad attecchire. Dall’altra forse l’ultimo consiglio è non cercare di fare sempre e solo stimolazione. Oggi come oggi noi stiamo ottenendo dei grossi risultati effettuando la fecondazione in vitro sul ciclo spontaneo senza bisogno di necessariamente stimolare sempre la crescita di molti follicoli e questo, ove siano già falliti per esempio diversi tentativi di stimolazione, può essere per esempio una differenza che magari può aiutare l’attecchimento di quel singolo embrione che però è più naturale e quindi ha più vitalità e capacità di attecchimento e quindi di dare origine alla gravidanza.

Prof. Mauro Schimberni

Specialista in Ginecologia ed Ostetricia – Medicina della Riproduzione

Fondatore e direttore clinico di BioRoma – sede operativa presso la Clinica Valle Giulia in Via G. De Notaris, 2/b a Roma.

Contatti: 06 3334266

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