I fattori di successo nella procreazione assistita: intervista al prof. Schimberni della Clinica BioRoma - Progetto Iside - fecondazione assistita
Progetto Iside – fecondazione assistita

I fattori critici sono molteplici. Innanzitutto questo è un lavoro di equipe e quindi è molto importante che nel gruppo a disposizione della paziente ci sia un grande affiatamento con il biologo che si fa cura della fecondazione e della crescita dell’embrione prima che questo venga trasferito nell’utero della paziente, della futura possibile mamma.  E’ importante che ci sia un coordinamento con il ginecologo e con l’andrologo e anche con il personale paramedico perché anche il lavoro nella sala operatoria è estremamente importante, deve essere fatto in condizioni di massima sterilità. Quindi nella procreazione assistita il lavoro di tutti deve essere coordinato per la possibilità di successo.

Un altro fattore critico è la qualità del laboratorio, ci può essere il miglior ginecologo del mondo ma se non è affiancato da un ottimo biologo embriologo o gruppo di biologi embriologi che usino un sistema di coltura in vitro di questi embrioni estremamente efficace, tutto il lavoro decade. Nell’ambito di questo gruppo ci deve essere un controllo continuo dei risultati che si ottengono mano mano che si lavora e al minimo abbassamento di questi risultati bisogna subito andare a cercare il quale può essere la causa di questa variazione. A volte può dipendere dai materiali o dai terreni di cultura. E’ un punto molto importante il continuo controllo della qualità e i risultati del gruppo che lavora.

Prof. Mauro Schimberni

Specialista in Ginecologia ed Ostetricia – Medicina della Riproduzione

Fondatore e direttore clinico di BioRoma – sede operativa presso la Clinica Valle Giulia in Via G. De Notaris, 2/b a Roma.

Contatti: 06 3334266

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