L’impatto dell’ambiente in cui viviamo sulla capacità riproduttiva di uomini e donne è un tema a cui la comunità scientifica dedica sempre più attenzione. L’aria che respiriamo, gli oggetti che tocchiamo e i cibi che portiamo in tavola contengono sostanze invisibili capaci di dialogare – alterandone i messaggi – con il nostro sistema ormonale.
Queste sostanze le incontriamo ogni giorno, spesso senza saperlo: nel fumo di sigaretta, negli alimenti, negli oggetti di plastica che usiamo in casa. Si chiamano interferenti endocrini, e secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono in grado di alterare la struttura e la funzione dell’apparato riproduttivo, sia maschile che femminile, incidendo su fertilità, endometriosi e altre patologie (ISSalute).
Le prove sono solide: ad esempio, i dati raccolti dalla Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE) indicano che l’esposizione prolungata agli inquinanti urbani riduce la probabilità di concepimento naturale e riduce la qualità dei gameti.
Ne abbiamo parlato con il Dottor Bruno Barba, responsabile centro PMA Casa di Cura Salus Brindisi, per capire quali sono le sostanze più diffuse, come agiscono sul nostro corpo e cosa possiamo fare, nel concreto, per proteggere la nostra fertilità.
Cosa sono gli interferenti endocrini e perché se ne parla sempre di più quando si affronta il tema della fertilità?
L’esposizione quotidiana a numerosi fattori ambientali è ormai da tempo considerata un fattore di rischio per la salute di uomini e donne e ha un impatto negativo sulla fertilità degli stessi.
Queste sostanze a cui quotidianamente siamo esposti vengono definiti INTERFERENTI ENDOCRINI poiché sono in grado di interferire con il nostro sistema endocrino alterando la produzione di ormoni che regolano la funzione degli organi, tra cui anche l’apparato riproduttivo.
L’esposizione costante e prolungata incide per circa il 20% sullo sviluppo di patologie dell’apparato riproduttivo come endometriosi, infertilità, ridotta qualità degli spermatozoi, malformazioni congenite e tumori.
È stata riscontrata una grande quantità di interferenti endocrini presenti nell’ambiente, nelle sostanze e oggetti di uso quotidiano che possiamo così sintetizzare:
- FUMO DI SIGARETTA
- ALIMENTAZIONE E CONTAMINANTI ALIMENTARI
- PESTICIDI E ANTIPARASSITARI
- ADDITIVI E PRESERVANTI DI PRODOTTI INDUSTRIALI
In che modo il fumo di sigaretta danneggia la capacità riproduttiva, in particolare in ottica di PMA?
Il fumo di tabacco contiene centinaia di sostanze nocive che peggiorano la fertilità, maschile e femminile. Nella donna il fumo di sigaretta riduce la fertilità e aumenta il tempo necessario per ottenere la gravidanza; determina una riduzione della qualità ovocitaria con minori tassi di gravidanza nelle pazienti che si sottopongono a tecniche di fecondazione assistita e un danneggiamento della funzione tubarica con maggiore tasso di gravidanza extrauterina.
Sull’uomo il fumo determina una riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi e una maggiore frammentazione del loro DNA.
Che ruolo ha l’alimentazione?
Le diossine generate dai processi industriali e di combustione e i metalli pesanti entrano nella catena alimentare, accumulandosi in alimenti come pesci di grossa taglia, riso, cereali e ortaggi e determinando alterazioni della qualità delle cellule riproduttive maschili e femminili.
Una dieta ricca di antiossidanti, vitamine, acidi grassi omega 3 e minerali può contribuire a contrastare lo stress ossidativo e a proteggere gli ovociti e gli spermatozoi dai danni indotti dagli agenti inquinanti, mentre, un consumo elevato di zuccheri raffinati e grassi saturi è associato a ridotta qualità di ovociti e spermatozoi.
Per altre sostanze, come l’alcool e la caffeina, i dati a disposizione (seppur non totalmente esaustivi) dimostrano comunque, in caso di eccessivo uso, un aumento del tempo necessario per ottenere la gravidanza.
E pesticidi e antiparassitari? Sono sostanze con cui entriamo in contatto più spesso di quanto pensiamo?
Nell’uomo adulto, l’esposizione è correlata ad alterazioni del numero e della motilità degli spermatozoi mentre nella donna è responsabile di alterazioni del ciclo mestruale, dell’ovulazione, della fertilità e della menopausa.
Ci sono poi gli additivi e i preservanti presenti in moltissimi prodotti industriali: quali sono i principali, e dove li troviamo nella vita di tutti i giorni?
I principali sono:
- PERFLUORATI (PFOS e PFOA): usati per la produzione di prodotti di consumo come isolanti, tappezzerie, tappeti, detersivi, presidi odontotecnici, tessuti tecnici, rivestimenti impermeabili ad olio e grassi per carta ad uso alimentare, antiaderenti delle padelle, schiume antincendio, vernici per pavimenti ed insetticidi.
- FTALATI (DEHP): sostanze utilizzate per rendere flessibili le plastiche a base di PVC utilizzate nella produzione dei materiali di imballaggio, nei giocattoli per l’infanzia e nei dispositivi medici quali i tubi e le sacche per trasfusione.
- BISFENOLO A: un composto utilizzato nella produzione di plastiche e dei suoi derivati, di prodotti per bambini, bottiglie, attrezzature sportive, dispositivi medici, lenti per gli occhiali, elettrodomestici, caschi di protezione. Le resine che contengono Bisfenolo A sono invece utilizzate come rivestimento interno nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande.
Tutte queste sostanze hanno un impatto negativo sulla salute riproduttiva, sulla la qualità dello sperma, ma anche sullo sviluppo embrionale e sui risultati riproduttivi complessivi.
Cosa si può fare concretamente per ridurre questi rischi, iniziando già in giovane età?
Ormai da anni l’Unione Europea ha emanato una serie di provvedimenti atti a monitorare e gestire la presenza di interferenti endocrini nell’ambiente per garantire la salute pubblica.
Ogni individuo dovrebbe adottare uno stile di vita corretto con una dieta sana, svolgendo attività fisica ed evitando il fumo di sigaretta e il consumo di alcol.